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Omicidio di Chiara Poggi, l'ipotesi del processo bis: cosa serve per cancellare i 16 anni a Stasi

La revisione costituisce un mezzo straordinario e richiede elementi probatori decisivi capaci di dimostrare il proscioglimento

02 Ottobre 2026, 17:35

Omicidio di Chiara Poggi, l'ipotesi del processo bis: cosa serve per cancellare i 16 anni a Stasi

L’inoltro dei nuovi atti investigativi da Pavia alla Procura generale di Milano ha riportato l’attenzione sul delitto di Garlasco e sulla posizione di Alberto Stasi. La trasmissione della documentazione relativa all’inchiesta su Andrea Sempio, tuttavia, non comporta la riapertura del processo né incide sulla condanna ormai definitiva. I magistrati milanesi stanno esaminando un fascicolo in aggiornamento per verificare se sussistano i presupposti giuridici per attivare un eventuale giudizio di revisione.

L’iter è iniziato il 7 maggio 2026, quando il procuratore di Pavia, Fabio Napoleone, ha notificato a Sempio l’avviso di conclusione delle indagini, inviando alla procuratrice generale di Milano, Francesca Nanni, una prima memoria riassuntiva di circa cento pagine. Il quadro si è ulteriormente ampliato il 28 settembre 2026, con un secondo avviso di chiusura indagini corredato da consulenze tecnico-scientifiche su impronte di calzature, profili di Dna e dall’acquisizione delle testimonianze dell’ex generale del Ris, Luciano Garofano, e di altri ufficiali. Al 29 settembre 2026, questi atti integrativi risultavano ancora in fase di trasmissione agli uffici milanesi. Nel racconto processuale è essenziale distinguere le due posizioni. Andrea Sempio è indagato per omicidio aggravato: la chiusura delle indagini formalizza l’impostazione accusatoria destinata al vaglio del giudice dell’udienza preliminare, senza costituire una pronuncia di colpevolezza.

Alberto Stasi, invece, sta scontando una condanna definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio della fidanzata, Chiara Poggi, commesso il 13 agosto 2007 e confermato dalla Corte di Cassazione il 12 dicembre 2015. Un’eventuale contestazione a carico di un terzo non equivale automaticamente all’innocenza di Stasi. La revisione è uno strumento straordinario di impugnazione, attivabile solo in presenza di elementi probatori nuovi o sopravvenuti tali da imporre il proscioglimento del condannato. L’istanza può essere promossa dalla Procura generale o dallo stesso condannato, ma la decisione di riaprire il processo appartiene esclusivamente all’autorità giudicante. L’attività in corso a Milano configura dunque una verifica preliminare sulla rilevanza delle nuove consulenze, non l’avvio di un nuovo giudizio.

A diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, le tempistiche rimangono subordinate al rigore delle verifiche. Sul versante pavese si attendono le determinazioni della difesa prima di un’eventuale richiesta di rinvio a giudizio; parallelamente, a Milano l’esame del fascicolo proseguirà senza scadenze prefissate, nel rispetto delle scansioni previste dal codice di procedura penale.