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Precisazioni

Ricina, una smentita nel giallo di Pietracatella: «Non è stato individuato alcun computer»

La procura di Larino non conferma l'individuazione di computer o indirizzi IP da cui sarebbero partite le ricerche sulla preparazione e l'utilizzo del veleno che ha provocato la morte di Antonella Di Ielsi e di Sara Di Vita

02 Ottobre 2026, 20:37

20:40

Ricina, una smentita nel giallo di Pietracatella: «Non è stato individuato alcun computer»

Si apre un piccolo giallo nelle indagini che riguardano il doppio avvelenamento costato la vita a Pietracatella ad Antonella di Ielsi e alla figlia Sara Di Vita. In serata infatti arriva una nota della Procura di Larino che precisa: nessun computer e nessun indirizzo Ip relativi a ricerche in rete della ricina sono stati individuati dagli investigatori. La procuratrice Elvira Antonelli, titolare dell’inchiesta stoppa dunque le voci circolate nel pomeriggio e pubblicate da diversi siti on line.

«Smentisco», scrive ai giornalisti che le chiedono chiarimenti. Fa lo stesso il capo della Squadra Mobile di Campobasso Marco Graziano: «Anche io, come la procuratrice, non ho notizie in tal senso».

La notizia circolata sulla probabile individuazione, negli Stati Uniti, del computer da cui sarebbero partite le ricerche sulla preparazione e l'utilizzo della ricina, aveva già fatto ipotizzare una svolta concreta delle indagini che da mesi stanno andando avanti, tra interrogatori e perquisizioni, per risalire alle responsabilità di chi ha agito.

Le ultime a comparire in questura, nella giornata di oggi, sono state due donne, parenti di altre persone che sono state già state sentite dagli investigatori. Mercoledì scorso invece era stato Gianni Di Vita, rispettivamente marito e padre delle vittime, a dover andare più volte in questura; l'uomo non risulta indagato.

Antonella Di Ielsi e la figlia Sara si erano sentite male qualche giorno dopo una cena consumata a casa, poco prima di Natale dello scorso anno. All'inizio si era pensato ad una comune intossicazione ma il quadro clinico delle due si era complicato fino ad arrivare al decesso. Gli esami effettuati nei mesi successivi individuarono nel sangue di entrambe la ricina, una tossina contenuta nei semi del ricino, e gli accertamenti autoptici confermarono lesioni compatibili con l’avvelenamento.