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In Italia

E' il giorno di san Francesco: Lampada, loggia e migliaia di pellegrini ad Assisi per celebrare la festa nazionale

Il presidente della Repubblica Mattarella parla dalla loggia. Come seguire gli appuntamenti tra Rai1 e canali digitali

04 Ottobre 2026, 08:32

08:40

San Francesco, il 4 ottobre torna festa nazionale: Mattarella ad Assisi per gli 800 anni

4 ottobre, l’Italia celebra San Francesco. Mattarella ad Assisi

Una lampada davanti alla tomba di Francesco e una loggia dalla quale il presidente della Repubblica parlerà al Paese: Assisi riunisce oggi due linguaggi, quello della fede e quello delle istituzioni. Il 4 ottobre 2026 torna a essere festa nazionale nell’ottavo centenario della morte del santo. Sergio Mattarella è atteso alle celebrazioni e pronuncerà il suo intervento dal Sacro Convento, mentre la città accoglie migliaia di pellegrini e visitatori.

Assisi accoglie una partecipazione che unisce devozione e rappresentanza pubblica. Secondo RaiNews, circa 3 mila pellegrini e turisti sono già arrivati in città e un ulteriore migliaio è atteso per la giornata. Sono rappresentate 18 Regioni e altrettanti Comuni: numeri riferiti alla mobilitazione per le celebrazioni, non un bilancio definitivo delle presenze. Nell’anno del centenario, l’appuntamento supera così la consueta dimensione del pellegrinaggio regionale. 

Che cosa cambia con la festa nazionale

Il ritorno del 4 ottobre tra le festività nazionali è stabilito dalla legge 8 ottobre 2025, n. 151, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 10 ottobre 2025 ed entrata in vigore il 1° gennaio 2026. Il provvedimento istituisce la festa di San Francesco d’Assisi e inserisce questa data tra i giorni festivi riconosciuti dalla legislazione italiana. Non si tratta dunque soltanto di una ricorrenza celebrativa: il riconoscimento ha anche un preciso valore nel calendario civile. 

La legge indica esplicitamente le ragioni della scelta: promuovere pace, fratellanza, tutela dell’ambiente e solidarietà, valori associati alla figura del patrono d’Italia. Prevede inoltre cerimonie, iniziative e incontri, anche nelle scuole, dedicati a questi temi. La celebrazione religiosa conserva la propria identità, mentre il riconoscimento pubblico ne mette in evidenza una dimensione rivolta all’intera comunità nazionale. 

Quest’anno il 4 ottobre cade di domenica. È quindi già pienamente una festa nazionale, anche se la prima ricorrenza successiva in un giorno feriale sarà lunedì 4 ottobre 2027. La distinzione aiuta a comprendere l’effetto immediato della nuova norma: il suo valore giuridico decorre dal 2026 e non dall’anno seguente. 

Mattarella dalla loggia, Zuppi nella Basilica superiore

Il programma colloca alle 9.45 la celebrazione eucaristica nella Basilica superiore, presieduta dal cardinale Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Conferenza episcopale italiana, con la partecipazione del presidente della Repubblica. Dopo la liturgia, alle 11.20, sono previsti gli interventi dalla loggia del Sacro Convento: parleranno il custode, fra Marco Moroni, a nome della famiglia francescana, e Mattarella, con un messaggio al Paese. Sono appuntamenti annunciati nel programma ufficiale, dei quali non vengono anticipati i contenuti.

La presenza istituzionale comprende anche ambasciatori e rappresentanti dei Paesi accreditati presso la Repubblica italiana. Nella presentazione delle celebrazioni, il Sacro Convento ha spiegato la scelta di non coinvolgere quest’anno soltanto una Regione, ma di estendere l’invito alle istituzioni italiane e alla comunità internazionale. Zuppi ha collegato il rito dell’offerta dell’olio a un impegno quotidiano per la pace, fondato su dialogo, giustizia e attenzione alle persone più fragili. 

La lampada e il legame con i Comuni italiani

Tra i gesti centrali della festa c’è l’accensione della Lampada votiva dei Comuni d’Italia, che arde presso la tomba del santo. Quest’anno sarà il sindaco di Assisi, Valter Stoppini, a compierla in rappresentanza dell’intero popolo italiano: una novità rispetto alla consuetudine. L’olio è offerto dalla città di Assisi e dalla Regione Umbria, come precisa il sito ufficiale d’informazione turistica cittadino. 

Il rito annuale risale al 1939, anno in cui Pio XII proclamò Francesco patrono primario d’Italia. Tradizionalmente è il sindaco del capoluogo della Regione scelta a turno a riaccendere la lampada, alimentata per un anno dall’olio offerto da quella comunità. Il gesto dà una forma concreta al legame tra il santuario e i territori italiani: la partecipazione non si esaurisce nella visita del 4 ottobre, ma prosegue simbolicamente attraverso la luce custodita davanti alla tomba. 

Ottocento anni dalla morte, un anno francescano

L’anniversario riguarda la morte di Francesco, avvenuta la sera del 3 ottobre 1226, mentre la festa liturgica si celebra il giorno successivo. Le due date spiegano l’articolazione delle celebrazioni: il ricordo del Transito alla Porziuncola precede la giornata nazionale nella Basilica di San Francesco. La memoria della conclusione della sua vita è dunque parte essenziale dell’appuntamento, non una semplice vigilia organizzativa. 

Per l’ottavo centenario, papa Leone XIV ha disposto uno speciale Anno di San Francesco, dal 10 gennaio 2026 al 10 gennaio 2027. Il decreto della Penitenzieria apostolica prevede l’indulgenza plenaria alle condizioni indicate per i fedeli che partecipano attraverso pellegrinaggi e preghiera nei luoghi francescani, anche fuori da Assisi. Sono previste modalità di partecipazione spirituale per anziani, infermi e persone impossibilitate a uscire di casa per gravi ragioni. Il centenario conserva così una dimensione religiosa che va oltre la singola giornata e oltre i confini della città umbra. 

Come seguire le celebrazioni

La messa solenne e i discorsi dalla loggia sono trasmessi su Rai1; il Sacro Convento propone inoltre dirette sui propri canali digitali. Per chi si trova ad Assisi, è importante distinguere gli accessi: la Basilica comunica che le prenotazioni gratuite per seguire le celebrazioni principali sui maxischermi nelle piazze sono chiuse per il raggiungimento della capienza consentita. Le messe nella chiesa inferiore restano invece a ingresso libero fino a esaurimento dei posti; la visita alla cripta è prevista dalle 6 alle 18.30, sempre nei limiti della disponibilità. 

Nel pomeriggio, dalle 16, il programma prosegue con i vespri solenni, la processione e la benedizione all’Italia e al mondo. È il momento che riporta la celebrazione alla preghiera comunitaria, dopo la liturgia del mattino e gli interventi pubblici: un’altra espressione della doppia dimensione, religiosa e civile, di questo 4 ottobre.