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LA PROTESTA

Spagna in piazza per la casa: scontri a Valencia, Madrid protesta e Sánchez cerca una risposta

I cortei dopo la bocciatura dei decreti sulla casa: numeri discordanti nella capitale, incidenti a Valencia e nuovi accampamenti. Che cosa chiedono le piazze e quali misure sono rimaste bloccate

04 Ottobre 2026, 15:50

16:00

Spagna in piazza per la casa: scontri a Valencia, Madrid protesta e Sánchez cerca una risposta

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Davanti al Palau de les Arts di Valencia, la protesta per il diritto alla casa è arrivata fino al cordone di polizia che proteggeva un congresso di investimenti immobiliari. Gli scontri hanno lasciato cinque arrestati e nove agenti feriti. A Madrid, intanto, quattro cortei si sono riuniti a Cibeles: due scene della stessa giornata, in cui l’emergenza abitativa è tornata a mettere sotto pressione la politica spagnola.

La giornata di mobilitazione di oggi ha attraversato la Spagna con cortei contro il costo e la difficoltà di accesso alla casa. Erano state annunciate iniziative in 54 città, un’estensione che mostra come la protesta non riguardi soltanto Madrid o le località maggiormente esposte alla pressione turistica. Il calendario delle convocazioni va però distinto dal bilancio delle manifestazioni effettivamente svolte: a Barcellona, per esempio, la mobilitazione è stata sospesa per le forti piogge.

Le piazze si sono riempite a meno di ventiquattr’ore dalla bocciatura parlamentare dei due decreti sulla casa promossi dal governo di Pedro Sánchez. Il voto del 2 ottobre ha aggiunto alla contestazione dei prezzi una questione politica immediata: quali protezioni offrire agli inquilini e quali maggioranze siano disponibili ad approvarle. Il rifiuto dei provvedimenti ha alimentato le proteste e gli accampamenti già presenti in diverse città.

Madrid, due stime da tenere separate

Nella capitale, quattro colonne partite da punti diversi della città sono confluite in piazza Cibeles. La struttura del corteo ha permesso a gruppi e quartieri differenti di riunirsi in un’unica manifestazione, all’indomani del passaggio parlamentare fallito. Non è stata soltanto una protesta contro un affitto troppo alto: la mobilitazione ha portato al centro dello spazio pubblico la richiesta di una maggiore stabilità abitativa.

Sull’affluenza, le cifre restano molto distanti. Il Sindicato de Inquilinas ha indicato 500.000 partecipanti, mentre la Delegazione del governo a Madrid ne ha stimati 70.000. Sono valutazioni attribuite a soggetti diversi, non un conteggio condiviso. Presentarle separatamente è essenziale: non ci sono elementi sufficienti per trasformare la cifra degli organizzatori in un dato accertato, né per ricavare una presunta stima corretta facendo la media delle due.

Il sindacato ha collegato la mobilitazione alla prosecuzione della protesta e alla richiesta di uno sciopero generale. Il corteo, dunque, non è stato presentato dagli organizzatori come un appuntamento isolato. La sfida dichiarata è mantenere la pressione oltre la singola giornata e dare continuità a un movimento che unisce il malcontento per i canoni alle richieste di tutela contro la perdita dell’abitazione.

Valencia, gli scontri davanti al congresso immobiliare

Il bilancio più grave sul fronte dell’ordine pubblico arriva da Valencia: cinque persone arrestate e nove agenti della Polizia nazionale feriti. La manifestazione era stata convocata da Sindicat de Llogateres, Entrebarris, Plataforma de Afectados por la Hipoteca e Sindicat Habitatge València. Il punto conclusivo del percorso era il Palau de les Arts, dove si svolgeva un incontro dedicato agli investimenti immobiliari.

Secondo le ricostruzioni, un gruppo di manifestanti ha superato le transenne e il cordone di sicurezza, raggiungendo l’area esterna dell’edificio. Contro gli agenti sarebbero stati lanciati transenne, materiale pirotecnico e pietre della pavimentazione. La polizia è intervenuta con cariche, gas lacrimogeni e proiettili di gomma, allontanando infine i manifestanti dall’area. Le responsabilità individuali e la dinamica degli episodi restano materia di accertamento: il bilancio degli arresti non equivale a una condanna.

La protesta non si è esaurita con gli incidenti. Dopo la marcia, alcuni partecipanti si sono trasferiti nella piazza del Municipio, dove a una prima iniziativa di protesta è seguita la decisione di accamparsi. Anche ad Alicante sono stati segnalati accampamenti. È un passaggio importante per comprendere la giornata: accanto agli scontri di Valencia, il movimento ha cercato di costruire presidi permanenti, destinati a proseguire oltre la conclusione dei cortei.

Che cosa prevedevano i decreti bocciati

Per capire la tensione politica bisogna tornare ai provvedimenti respinti dal Congresso. Il pacchetto del governo comprendeva misure differenti: la proroga delle protezioni contro gli sfratti per le famiglie vulnerabili fino al 2030, interventi sugli affitti temporanei e delle singole stanze, un’estensione di due anni per determinati contratti in scadenza e limitazioni all’acquisto di abitazioni da parte dei fondi indicati nel dibattito come «fondi avvoltoio». Un secondo decreto affrontava la continuità dei contratti di locazione.

Sono aspetti che incidono su problemi diversi. Il costo mensile riguarda la sostenibilità dell’affitto; la durata del contratto riguarda la possibilità di restare nell’abitazione; le protezioni dagli sfratti intervengono sulle situazioni di vulnerabilità. La regolazione degli affitti temporanei e delle stanze, invece, affronta segmenti specifici del mercato. È questa pluralità a spiegare perché la vertenza sulla casa non possa essere ridotta a una sola richiesta sui prezzi.

I voti contrari di PP, Vox e Junts hanno impedito l’approvazione dei due decreti. La conseguenza va descritta con precisione: le nuove misure non hanno ottenuto la conferma parlamentare. Sarebbe invece scorretto sostenere che il voto abbia cancellato indistintamente ogni tutela abitativa già esistente. La sconfitta del governo riguarda quel pacchetto e mette in evidenza la difficoltà di costruire una maggioranza sulle risposte all’emergenza.

Una mobilitazione che supera la capitale

La geografia dei cortei conferma l’ampiezza della contestazione. La cronaca dell’agenzia EFE pubblicata da Valencia Plaza segnala manifestazioni anche a Palma e in altre città, con richieste di riconoscere la casa come diritto e appelli allo sciopero generale. Le differenze locali restano rilevanti, ma la giornata ha dato una cornice comune a proteste distribuite sul territorio.

Il punto di incontro è la domanda di una risposta concreta, non soltanto di un riconoscimento del problema. Cortei e accampamenti chiedono continuità alla mobilitazione, mentre il fallimento dei decreti lascia aperto il confronto parlamentare. Per Sánchez, la difficoltà è ora tenere insieme due piani: rispondere alla pressione sociale e trovare i voti necessari per trasformare le proposte sulla casa in interventi effettivi.