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Botta e risposta

Diciassette anni di M5s, Conte: «Ci attaccano da ogni parte». E Grillo rilancia: «Ora puntano solo all'arricchimento»

L'ex padre nobile dei pentastellati ricorda che l'unico confronto con quello che fu il suo partito è in tribunale, per la titolarità del simbolo

04 Ottobre 2026, 19:57

20:00

Diciassette anni di M5s, Conte: «Ci attaccano da ogni parte». E Grillo rilancia: «Ora puntano solo all'arricchimento»

Orgoglio e rabbia M5s. Quello del presidente Giuseppe Conte, che invita i suoi ad «andare avanti sempre a testa alta», e quella di Beppe Grillo, che accusa gli ex compagni di viaggio di aver cambiato pelle: volevano mettersi al «servizio nelle istituzioni per migliorare la vita di cittadini e cittadine» invece ora puntano all’«arricchimento personale». I messaggi social del leader di adesso e di quello che fu sono arrivati in occasione del compleanno del M5s, nato 17 anni fa nel giorno dedicato a San Francesco, il 4 ottobre.

«Avete letto? - ha scritto Conte - Siamo alle solite. Ci attaccano e provano a screditarci ogni giorno, ci puntano il dito contro da ogni parte». L’ordine d’arrivo dei post parla chiaro: Conte non intendeva rispondere a Grillo, che sui social si è fatto vivo un’oretta dopo. Magari, quella del presidente M5s è stata una reazione al ministro della Difesa Guido Crosetto, con cui ha avuto un botta e risposta social. «Una spesa militare aggiuntiva all’incirca di 14 miliardi è una follia», aveva scritto Conte. E Crosetto, in replica: «Chi attacca in modo superficiale e indiscriminato le spese per la Difesa colpisce il personale, il lavoro, le imprese e la capacità di innovazione del Paese».

Ma c'è anche chi ha letto in quel «ci attaccano e provano a screditarci» un riferimento di Conte all’alzata di pochi giorni fa della segretaria del Pd Elly Schlein, che ha messo in chiaro come al tavolo di programma «uno non vale uno» perché il Pd ha il doppio dei voti degli alleati. «Non è così - hanno fatto sapere dal M5s - è stato semplicemente un richiamo al fatto che da 17 anni il Movimento è una forza non compatibile con apparati ed establishment. Continua a dare fastidio, ad essere scomoda». A dire il vero, il post di Conte quello dice. Parla di «una comunità di persone coraggiose, con valori forti e chiari. Che pesta i piedi ai pochi forti e intoccabili». Insomma, dopo giorni di fuoco, in questo sabato in cui né Schlein né Conte hanno fatto interventi pubblici, il messaggio che passa è: tregua. O almeno proviamoci.

Anche perché, nel M5s hanno visto in quelle frasi di Schlein più un messaggio rassicurante alla sua minoranza interna, che teme un cedimento alle posizioni di Conte sul sostegno all’Ucraina, che un attacco diretto all’alleato. Il confronto vero ci sarà al tavolo di programma. E lì, - è il ragionamento - se si vorranno far contare i numeri, il M5s porterà i sondaggi che quotano al 60%-70% i cittadini contrari all’invio di armi all’Ucraina. E peserà anche il fatto che quella linea è spostata da due componenti del campo largo su tre: M5s e Avs.

Per quel riguarda Grillo, invece, l’unico confronto col M5s è previsto in tribunale per la titolarità del simbolo. L’ex garante intanto continua a martellare. Stavolta, nel mirino ha messo la Sardegna e la cosiddetta «legge poltronificio» approvata nel 2021 dalla giunta di centrodestra guidata da Christian Solinas. Dall’opposizione, il M5s si oppose. Ora Grillo punta il dito contro il Movimento che, arrivato al governo della Regione, non avrebbe cancellato quella legge, ma l’avrebbe usata per nominare consulenti e collaboratori. Grillo «è mosso da rabbia e livore» e «dà informazioni false», gli ha risposto il M5s Sardegna.