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Esteri

Brasile al voto, scintille ai seggi fra Lula e Bolsonaro. Il presidente uscente: «La scelta è fra democrazia e barbarie»

I sostenitori del leader della destra trumpiana si presentano ai seggi con la maglia giallo oro della nazionale di calcio. Lui dice: «Io sono l'unica alternativa»

04 Ottobre 2026, 20:20

Brasile al voto, scintille ai seggi fra Lula e Bolsonaro. Il presidente uscente: «La scelta è fra democrazia e barbarie»

Lotta serrata e scintille sino all’ultimo minuto, anche nei seggi elettorali, tra il presidente uscente, il progressista Lula, e il suo sfidante, il leader della destra trumpiana Flavio Bolsonaro (figlio dell'ex presidente Jair Bolsonaro). «Il Brasile non può sopportare altri quattro anni così e l’unica alternativa sono io», ha attaccato il candidato sovranista, dopo aver votato, insieme alla moglie Fernanda, di prima mattina nell’elegante quartier di Vila Isabel a Rio. Poco dopo la risposta di Lula: «Il popolo dovrà scegliere tra il rafforzamento della democrazia e la barbarie. Tra sviluppo e arretratezza. Tra crescita economica e regressione. Il popolo è sovrano», ha detto all'esterno della Escola Estadual João Firmino Correia de Araújo, fuori San Paolo, dove l’anziano leader vota da sempre.

Ma a parte le stoccate polemiche tra i due candidati in lizza, qualche fischio e qualche insulto rimediato da Bolsonaro Jr, questa prima tornata elettorale si è svolta in un clima di assoluta tranquillità.

Malgrado la forte polarizzazione politica e l’assoluta incertezza circa il risultato finale, tanta folla ai seggi, ma nessun incidente. Quelli con la maglia rossa e gli adesivi di Lula attaccati sul petto hanno aspettato il loro turno, accanto ai sostenitori di Bolsonaro Jr, riconoscibili per indossare la maglietta amarelhina, giallo oro, della nazionale di calcio.

Le cronache locali riferiscono di 18 arresti nello Stato del Piauí, nel Nord del Paese, nell’ambito di un’operazione della Polizia federale contro la compravendita di voti. Nulla se pensiamo che i brasiliani chiamati al voto sono quasi 160 milioni, più circa un milione di residenti all’estero. Il sistema elettorale totalmente automatizzato ha funzionato a meraviglia: per problemi tecnici sono state sostituite appena 421 urne elettroniche difettose su un totale di 568mila.

Anche il presidente della Corte Suprema, Luiz Edson Fachin, un organo da mesi al centro di polemiche furibonde, ha certificato la correttezza del processo elettorale, congratulandosi con la Corte Elettorale, l’organo responsabile delle operazioni ai seggi: «Elezioni periodiche, integre, sicure, trasparenti e verificabili sono il motore della democrazia», ha affermato, definendo le elezioni una «fonte di legittimità» per i rappresentanti scelti dagli elettori e un «esercizio della sovranità popolare».

Sospiro di sollievo anche rispetto al pericolo di interferenze straniere: «Il Brasile - ha aggiunto Fachin - non ha bisogno di un tutore, e la democrazia brasiliana non ha bisogno di essere guidata da interferenze straniere. L’esercizio del voto sarà pienamente rispettato e gli eletti saranno certificati, come ha fatto finora la Corte Elettorale, che fornisce un servizio importante al popolo brasiliano».

Semmai gli unici disagi sono venuti dal maltempo, causato dal Super El Niño, il fenomeno climatico straordinario che sta interessando parte del Sudamerica. A Presidente Prudente, a circa 560 chilometri di San Paolo, una tempesta ha scoperchiato il tetto di una scuola e i seggi sono stati trasferiti alla Facoltà di Scienze e Tecnologie dell’Università Unesp. In altre città ci sono state interruzioni di corrente presso i seggi. Il problema che ha provocato disagi ma non ha danneggiato le macchine per il voto elettronico, in quanto alimentate a batteria. Ad ogni modo il Tribunale elettorale dello Stato ha assicurato che malgrado il maltempo saranno garantite tutte le condizioni per il voto.