Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
4 ottobre 2026 - Aggiornato alle 23:17
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×
☰

La ricostruzione

Si è salvata solo perché si è finta morta: ecco cosa ha evitato l'ennesimo femminicidio, stavolta a Torino

Lui, credendo di averla ammazzata, è corso alla finestra e si è buttato giù da dieci piani. È morto sul colpo, mentre lei, invece, si stava riprendendo

04 Ottobre 2026, 21:40

Si è salvata solo perché si è finta morta: ecco cosa ha evitato l'ennesimo femminicidio, stavolta a Torino

Quando ha mollato la presa e lei si è accasciata sul pavimento priva di sensi, con i segni delle sue mani ancora sul collo, forse ha pensato di averla uccisa. E solo questo ha salvato una 31enne a Torino dall’ennesimo femminicidio: perché l’uomo, compagno della donna e padre della bimba di un anno che era in casa in quel momento, dopo aver tentato di ammazzarla si è lanciato dalla finestra al decimo piano del palazzo. Ed è morto sul colpo.

Tutto è accaduto questa mattina nella periferia Nord di Torino. Un quartiere, quello di Barriera di Milano, noto alle cronache anche per episodi legati alla microcriminalità, spesso a opera di stranieri. Al contrario di quanto accaduto oggi in via Cervino, dove tutti i protagonisti sono italiani. Il litigio è scoppiato per motivi definiti «futili» da chi si è occupato della vicenda.

Intorno alle 9,30 di questa mattina i vicini hanno sentito le prime urla. La discussione si è accesa e l’uomo, un 37enne, in un primo momento l’ha trascinata verso il balcone. Secondo una prima ricostruzione, avrebbe tentato di gettarla nel vuoto, ma lei sarebbe riuscita a scappare con la figlia piccola dai vicini. Ma le indagini successive hanno invece accertato un’altra dinamica. Dopo la lite sul balcone, infatti, la coppia sarebbe rientrata in casa e qui ha continuato il violento litigio. Fino a quando il 37enne le ha messo le mani attorno al collo per strangolarla. Ha stretto la presa, sempre di più. Sino a che si è trovato a reggere un corpo immobile. Così l’ha lasciata cadere a terra, priva di sensi.

Nessuno potrà sapere mai cosa sia passato in quel momento nella testa del compagno, probabilmente ha pensato di averla uccisa. Con la figlia di un anno ancora nell’alloggio, ha preso una sedia e l’ha sistemata sul balcone per mettersi a cavalcioni. «Cosa stai facendo?! Rientra in casa!» gli avrebbero urlato i vicini, che avevano sentito tutta la lite, vedendolo con le gambe fuori dal parapetto. I tentativi di farlo desistere non sono però serviti: l’uomo si è lasciato cadere nel vuoto, precipitando per una trentina di metri, e si è schiantato al suolo. I sanitari del 118 giunti sul posto non hanno potuto far altro che constatare il decesso.

Quando i vicini sono riusciti ad entrare nell’appartamento, la 31enne si stava riprendendo. E insieme alla figlia ha lasciato l’alloggio trovando ospitalità in un appartamento nelle vicinanze. È stata affidata alle cure del soccorso sanitario e portata in ospedale per le visite del caso. Addosso ha ancora i segni dei colpi ricevuti dall’uomo, ma è in buone condizioni generali.

Sentiti dagli investigatori, i vicini hanno parlato di qualche litigio in passato, ma non risultano esserci denunce per violenze subite dal compagno. La coppia viveva in quella casa da circa un anno. Del caso si occupano i carabinieri. La salma dell’uomo è stata restituita alla famiglia da parte dell’autorità giudiziaria. Non ci sarà quindi alcuna autopsia: la dinamica sembra abbastanza chiara.

E quello di Torino non è l’unico episodio di violenza sulle donne. In un’abitazione di Montesilvano, nel Pescarese, poco prima delle 6 del mattino, un uomo avrebbe colpito con un coltello la moglie e poi si sarebbe ferito volontariamente alla gola. Il tutto, anche in questo caso, alla presenza del figlio. Sul posto è intervenuto il personale del 118: la donna è stata trasportata in ospedale con delle ferite da arma da taglio, ma le sue condizioni non sarebbero gravi. L’uomo, invece, è stato ricoverato in condizioni più serie. I carabinieri sono al lavoro per ricostruire l’esatta dinamica dei fatti. Al termine degli accertamenti è stato arrestato.

(di Thierry Pronesti)