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Elezioni

Brasile, il duello fra Lula e Bolsonaro jr potrebbe decidersi al ballottaggio: altri venti giorni per il futuro del Paese

Il candidato trumpiano, figlio dell'ex presidente, alla fine dello spoglio non dovrebbe riuscire a superare il 50% delle preferenze. Per questo si potrebbe andare al secondo turno

05 Ottobre 2026, 00:29

00:30

Brasile, il duello fra Lula e Bolsonaro jr potrebbe decidersi al ballottaggio: altri venti giorni per il futuro del Paese

Il prossimo presidente del Brasile dovrebbe essere deciso al ballottaggio del 25 ottobre: quando è stato scrutinato circa il 40% dei voti, questo è il dato più probabile. Flavio Bolsonaro è al 50,4% circa dei voti, Lula al 41,4. Uno scarto molto ampio che però difficilmente rimarrà tale alla fine del conteggio. Tuttavia, al momento, il candidato trumpiano appare il favorito per la vittoria finale.

Tradizionalmente, infatti, la prima fase dello scrutinio è molto favorevole al candidato sovranista: i primi seggi a essere conteggiati vengono dagli stati del sud, ricchi, dove Bolsonaro è molto forte. Solo più tardi arriveranno i dati dagli stati del nord est, le roccaforti di Lula, che sulla carta dovrebbe ridurre lo scarto tra i due. Al 10% dello scrutinio Bolsonaro aveva 10 punti di vantaggio, al 40% dello scrutinio 9 punti. E si pensa che questo trend, questo riavvicinamento tra i due, continuerà sino alla fine.

Occhi puntati quindi al secondo e decisivo turno. E qui bisogna esaminare la condotta dei candidati esclusi dal ballottaggio, il cui peso elettorale è circa del 10%. Sono tutti di centrodestra, per cui il loro tesoretto di voti sulla carta, se non totalmente ma in larga parte, dovrebbe andare a Flavio Bolsonaro. Per questa ragione gli analisti già da giorni osservano che Lula, per sperare di essere rieletto il 25 ottobre, deve conquistare sul suo avversario, già al primo turno, un margine di garanzia, un vantaggio di almeno 5-7 punti percentuali sul suo avversario. Se lo scarto sarà inferiore è legittimo considerare Bolsonaro il favorito per la vittoria finale.

Poi, come si dice in questi casi, prima di ogni ballottaggio ogni candidato ricomincia daccapo. E certamente Lula farà di tutto per recuperare i consensi di chi magari al primo turno non è andato a votare: prima di tutto mobilitando quei settori elettorali, gli over 70 e i ceti meno abbienti, che storicamente sono stati a lui molto favorevoli.

Infine, nelle prossime settimane Lula avrà la possibilità, in veste di presidente, di promuovere politiche in grado di fargli guadagnare terreno. In particolare potrebbe far approvare dal Congresso il progetto di legge 6+1, cioè la legge tanto attesa dai lavoratori che ridurrebbe la settimana lavorativa da sei a cinque giorni.