Bergamo
Delitto Yara Gambirasio, la Corte d'Assise si riserva sulle nuove analisi: difesa Bossetti chiede la ripetizione del dna della vittima
I legali di Bossetti contestano le metodologie e la parte civile chiede accesso agli atti
La Corte d’Assise di Bergamo si è riservata di decidere se concedere o meno la ripetizione delle analisi dei reperti delle indagini, chiesta dagli avvocati di Massimo Bossetti, il muratore di Mapello in carcere perché condannato in via definitiva per l’omicidio di Yara Gambirasio.
Bossetti era collegato in video dal carcere di Bollate, dov'è detenuto: in aula erano presenti i suoi legali, gli avvocati Claudio Salvagni e Paolo Camporini: nell’udienza in camera di consiglio hanno avanzato due questioni procedurali, la metodologia di estrazione del dna dalla traccia '31G20', quella del sangue misto di Yara e Bossetti, nonché la prova regina che ha portato alla condanna all’ergastolo, e tracce genetiche, secondo la difesa di liquido seminale, repertate sul giubbotto di Yara. I reperti furono già analizzati, ma non in loro presenza, visto che Bossetti venne individuato quattro anni dopo l'omicidio di Yara, rapita a Brembate Sopra il 23 novembre del 2010 e trovata senza vita il 23 febbraio del 2011. La Corte d’assise aveva finora autorizzato la visione dei reperti, senza consentire nuove analisi, nei limiti stabiliti dalla Cassazione nel 2024. Oggi la parte civile ha chiesto che la documentazione esaminata dalla difesa venga messa anche a sua disposizione.