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il caso

Terremoto nei servizi segreti tedeschi: arrestato per spionaggio l'ex capo degli 007 August Hanning

L'ex numero uno dell'intelligence esterna è accusato di aver sottratto quasi duemila documenti riservati per alimentare la sua società privata di consulenza e rifornire 007 stranieri

06 Ottobre 2026, 13:30

13:40

Terremoto nei servizi segreti tedeschi: arrestato per spionaggio l'ex capo degli 007 August Hanning

Arrestato l’ex capo del BND August Hanning: ipotesi di segreti di Stato sottratti e canali con apparati stranieri Nelle prime ore del 6 ottobre 2026 la Polizia criminale federale tedesca (BKA) ha eseguito un mandato di arresto emesso dal giudice istruttore della Corte federale di giustizia nei confronti di August Hanning, 80 anni, per sette anni alla guida del Bundesnachrichtendienst (BND), il servizio di intelligence esterna della Germania.

L’operazione è scattata nella sua abitazione di Nordwalde, nei pressi di Münster (Renania Settentrionale-Vestfalia), in parallelo con perquisizioni su vasta scala in Baviera, a Berlino e nello stesso Land renano-vestfaliano. Insieme all’ex presidente dell’agenzia è stato fermato Manfred D., già capo del suo ufficio personale durante il mandato al BND e successivamente collaboratore di fiducia dei presidenti che gli sono succeduti.

A Hanning la Procura federale contesta l’acquisizione non autorizzata di segreti di Stato, il tentato tradimento della patria (“Landesverrat”) e attività informativa a favore di servizi segreti stranieri. A Manfred D. viene attribuito un ruolo centrale di complicità nella fornitura del materiale riservato. Le autorità inquirenti precisano che le contestazioni sono in fase di accertamento e che vige la presunzione di innocenza.

Secondo l’impianto accusatorio, ricostruito dagli inquirenti l’origine dell’illecito risalirebbe alla primavera del 2010. Hanning e Manfred D. avrebbero stretto un accordo continuativo per ottenere sistematicamente dossier e informative confidenziali del BND dietro compenso economico. L’ex presidente avrebbe così alimentato e reso altamente remunerativa la propria attività di consulenza strategica privata, avviata al termine del servizio pubblico. Il flusso di documenti classificati sarebbe proseguito senza interruzioni per oltre dodici anni, fino al giugno 2022. In questo periodo, Manfred D. avrebbe sottratto e consegnato ad Hanning quasi duemila atti ufficiali, per lo più coperti da classificazione. Si tratterebbe di materiali a uso interno, prodotti dalle analisi dell’intelligence per preparare i vertici del BND ai periodici incontri di aggiornamento e coordinamento con i funzionari della Cancelleria federale.

Un’inchiesta congiunta di WDR, NDR e Süddeutsche Zeitung riferisce che tra le carte sottratte figurerebbero analisi ad altissima riservatezza, inclusi dossier sul programma nucleare iraniano, valutazioni operative sulle forze armate russe e informative provenienti da servizi partner internazionali con cui la Germania intrattiene accordi di cooperazione.

Capitolo cruciale delle indagini è l’eventuale trasferimento di informazioni oltre confine. Nel comunicato ufficiale, la Procura federale delinea due distinti filoni internazionali: Hanning avrebbe utilizzato materiale classificato fornito da Manfred D. per redigere un’analisi strategica destinata a un appartenente a un apparato di intelligence straniero. Non è però accertato se il documento sia stato effettivamente consegnato o sia rimasto allo stadio di bozza. L'altro filone sospetta che ’ex capo del BND abbia intrattenuto per anni un intenso e costante scambio informativo con un esponente di un diverso servizio di sicurezza estero, veicolando analisi politiche formulate, almeno in parte, sulla base di carte interne sottratte all’agenzia tedesca. Non vengono indicati i Paesi coinvolti e qualsiasi attribuzione a specifiche potenze estere, allo stato, non ha riscontri ufficiali.

L’inchiesta che ha portato all’arresto di Hanning non nasce da un’operazione di controspionaggio interno, ma come sviluppo collaterale di un altro procedimento. Nel settembre 2025, la Procura di Amburgo aveva disposto una perquisizione nell’abitazione dell’ex funzionario nell’ambito del caso che coinvolge l’imprenditrice Christina Block, legato alla vicenda della sottrazione dei figli. Hanning era stato iscritto nel registro degli indagati per un presunto coinvolgimento, addebito da lui fermamente respinto. Durante il sequestro dei dispositivi informatici, gli inquirenti individuarono un supporto elettronico contenente una vasta mole di file del BND, con date ben successive alla fine del mandato di Hanning. Il rinvenimento dell’archivio parallelo ha attivato la segnalazione alla Procura federale e l’avvio del fascicolo per spionaggio e sottrazione di segreti di Stato. Quarant’anni ai vertici della sicurezza federale Il rilievo istituzionale del caso è legato al profilo pubblico dell’indagato. August Hanning ha attraversato quattro decenni di storia della Repubblica Federale ricoprendo incarichi di primissimo piano: dal 1981 al 1986 funzionario alla Cancelleria federale nel governo di Helmut Schmidt; fino al 1990 servizio presso la Rappresentanza permanente della Germania Ovest nella DDR a Berlino Est, con responsabilità sulla tutela dei segreti d’ufficio; fino al 1998 rientro alla Cancelleria federale sotto Helmut Kohl con compiti di vigilanza e supervisione sull’intelligence; fino al 2005 presidente del BND; fino al 2009 segretario di Stato al Ministero federale dell’Interno.

Manfred D., dopo aver diretto l’ufficio di Hanning durante la presidenza del BND e la parentesi al Ministero dell’Interno, ha ricoperto il ruolo di capo ufficio per diversi successivi presidenti dell’intelligence esterna dal marzo 2012 al marzo 2026, posizione che gli garantiva un accesso privilegiato e continuativo all’archivio informativo dell’agenzia.