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l'indagine

Violenza al derby contro il Torino: Daspo e 22 misure cautelari per ultras bianconeri

La Digos di Torino individua i responsabili degli scontri con bastoni e cinghie grazie all'analisi dei droni e applica obblighi di firma e divieti di dimora

06 Ottobre 2026, 14:02

Violenza al derby contro il Torino: Daspo e 22 misure cautelari per ultras bianconeri

All’alba di oggi la Digos della Questura di Torino ha eseguito un’ampia operazione giudiziaria contro le frange più radicali del tifo cittadino, in seguito agli scontri e ai disordini avvenuti alla vigilia e nel giorno del derby della Mole del 24 maggio.

Il bilancio conta ventidue misure cautelari personali: undici obblighi di presentazione alla polizia giudiziaria e undici divieti di dimora, accompagnati dall’emissione contestuale di provvedimenti di Daspo a carico degli indagati. La maggior parte delle ordinanze e dei divieti di accesso alle manifestazioni sportive ha riguardato esponenti del tifo organizzato bianconero. L’intervento è stato disposto per colpire e arginare l’escalation di violenza e i tentativi di “guerriglia urbana” registrati nelle ore precedenti e durante la stracittadina. Sul fronte Juventus, i destinatari delle misure cautelari e dei Daspo risultano affiliati a sigle storiche dell’estremismo ultrà: i Drughi, la sezione milanese dei Viking e il Blocco Zeta. Dall’altra parte, per la curva granata, i provvedimenti hanno colpito membri del gruppo Ultras Granata 1969.

Il profilo anagrafico e giudiziario dei coinvolti delinea un panorama variegato ma segnato da un’elevata recidiva: gli indagati spaziano dai ventenni a frequentatori di curva con oltre cinquant’anni. Molti di loro erano già noti alle forze dell’ordine e in passato erano stati destinatari di analoghi divieti di accesso agli impianti sportivi.

La ricostruzione investigativa attesta che la tensione tra le due tifoserie era esplosa ben prima del fischio d’inizio. Nella notte precedente al derby, gruppi organizzati bianconeri e granata si sono a lungo cercati in centro e in diversi quartieri, con l’intento dichiarato di venire allo scontro. In quella fase, il confronto fu evitato grazie al capillare dispositivo di controllo del territorio predisposto dalla Polizia. Il giorno della partita le criticità sono però riesplose: per circa un’ora l’area attorno allo stadio è stata teatro di ripetuti tentativi, da parte di entrambe le fazioni, di forzare i cordoni e arrivare al contatto.

In particolare, supporter juventini hanno cercato più volte di intercettare e assaltare il corteo dei tifosi del Torino in marcia dallo stadio Filadelfia. Solo il massiccio schieramento delle forze dell’ordine ha evitato il peggio. In un episodio isolato ma di estrema gravità, alcuni ultras sono comunque riusciti a superare il blocco, innescando un violento corpo a corpo con bastoni e cinghie. Alla base delle misure eseguite questa mattina vi è l’accurato lavoro della Digos torinese, diretta da Rita Fabretti. Gli investigatori hanno ricostruito fase per fase i disordini, incrociando le testimonianze raccolte sul campo con l’analisi dei filmati ad alta risoluzione ripresi dai droni in sorvolo delle aree sensibili. L’esame fotogramma per fotogramma delle fasi di avvicinamento e dello scontro ha consentito di isolare volti e condotte dei partecipanti, fornendo riscontri decisivi alla magistratura, che ha disposto undici divieti di dimora, undici obblighi di firma e una serie di Daspo notificati all’alba.