Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
6 ottobre 2026 - Aggiornato alle 20:43
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×
☰

Le proteste

Il racconto della studentessa a Parigi: «Una generazione condannata all'indigenza scende in piazza»

In Francia studenti e insegnanti contro i tagli: scontri con la polizia, scuole fatiscenti e l'accusa di finanziare la guerra invece dell'istruzione

06 Ottobre 2026, 20:35

Il racconto della studentessa a Parigi: «Una generazione condannata all'indigenza scende in piazza»

Dalla Francia in protesta arriva il racconto di Eva, studentessa in Erasmus: «Una generazione condannata all’indigenza». La giovane ha riferito di essere stata in piazza con i liceali che hanno bloccato la strada e il traffico. Queste le sue parole riportate dall'agenzia Ansa. «Solo oggi 1.800 licei si sono fermati per protestare contro i tagli netti all’istruzione, questa cosa non va giù a una generazione che si vede condannata all’indigenza. Nel frattempo vengono stanziati soldi per la guerra».

Eva è una studentessa italiana a Parigi che sta svolgendo il tirocinio Erasmus ed è attivista di “Cambiare Rotta”, uno dei movimenti studenteschi italiani. Oggi ha marciato per le vie della capitale francese insieme a migliaia di giovani che da giorni alimentano la mobilitazione. La ribellione, racconta, non è isolata: a un certo punto, le migliaia di studenti e studentesse hanno bloccato un grande boulevard nella zona sud di Parigi. «Gli studenti erano protetti da una catena umana di professori e personale della scuola — riferisce — e tuttavia siamo stati attaccati dalla polizia con una violenza che non è sconosciuta: qui già ieri un ragazzo ha perso la mano e alcuni giovanissimi hanno perso l’uso degli occhi. C’è stato anche un uso sproporzionato di lacrimogeni, lanciati su giovani di 14-15 anni, protetti da docenti anziani».

La scintilla è partita dalle banlieue, dove si concentrano le contraddizioni più forti: «Sono soprattutto studenti di prima o seconda generazione, costretti in classi-pollaio con 38 alunni, senza personale stabile, con continue supplenze e privi anche del personale tecnico  - spiega - Inoltre le condizioni dell’edilizia scolastica sono pietose: molti istituti sono invasi da topi e blatte». Un quadro, aggiunge Eva, «assai simile a quello italiano: l’educazione sempre di più sta diventando una cosa da ricchi. E gli universitari si stanno unendo alla protesta degli studenti delle superiori». Dopo i cortei per le strade parigine, la giornata è proseguita con un massiccio sciopero. «E alle 14 a piazza della Repubblica hanno sfilato 60 mila persone: è stata — conclude Eva — una giornata significativa di lotta».