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Il presidente Usa

Trump, in campagna elettorale, attacca Parigi: «Proteste colpa di Islam e immigrati»

Il tycoon usa le crisi del Vecchio Continente per la campagna interna, parlando anche di Spagna e Germania, cavalcando la retorica delle destre

06 Ottobre 2026, 20:43

21:23

Trump, in campagna elettorale, attacca Parigi: «Proteste colpa di islam e immigrati»

Donald Trump interviene duramente sulle recenti proteste studentesche in Francia, respingendo l'idea che siano legate a problematiche interne al sistema scolastico e affermando senza mezzi termini che «Quanto sta accadendo in Francia è nientemeno che un’immigrazione di massa fuori controllo. Si tratta dell’Islam che vuole prendere il sopravvento su un Paese un tempo grande». Questa dichiarazione rappresenta solo l'ultimo capitolo di una più ampia e sistematica offensiva contro l'Europa, accusata di aver tradito i valori condivisi con gli Stati Uniti per cedere a flussi migratori senza filtri. Il tycoon guarda con sempre maggiore favore ai partiti di estrema destra in ascesa nel Vecchio Continente, sfruttando questa narrazione non solo per esercitare influenza oltreoceano, ma soprattutto come potente strumento di propaganda interna in vista delle elezioni di metà mandato.

Le relazioni tra l'ex presidente e i leader europei attraversano da tempo una fase di profonda criticità, tanto che l'ultima strategia di sicurezza nazionale della Casa Bianca ha esplicitamente avvertito l'Europa che, senza un netto cambio di rotta, affronterà la «reale prospettiva di veder cancellata la propria civiltà». Le frizioni spaziano dalle politiche commerciali alla Nato, fino alla gestione del conflitto in Iran, frangente in cui Trump ha accusato gli alleati di avergli voltato le spalle. Particolarmente complesso è il legame con Emmanuel Macron: se da un lato ci sono stati momenti di intesa istituzionale, dall'altro non sono mancate minacce di dazi punitivi e aspre divergenze personali, come quando il tycoon sostenne che «nessuno» volesse più il presidente francese dopo i disaccordi sulle politiche in Medio Oriente.

La retorica trumpiana si estende con forza anche a Madrid e Berlino, trasformando le difficoltà europee in un monito per gli elettori americani. Osservando la «terribile» situazione migratoria spagnola, esacerbata dai conflitti con il premier Sanchez per il negato utilizzo delle basi militari statunitensi, Trump ha lanciato un avvertimento diretto al suo pubblico: «Ricordatevi questa immagine. Tra tre anni saremo noi così se dovesse andare al potere la parte sbagliata». Contemporaneamente, guarda con entusiasmo alla Germania, lodando le recenti vittorie elettorali dell'AfD e dichiarando che i cittadini tedeschi «si sono finalmente stancati delle norme e dei regolamenti sull'immigrazione, assolutamente disastrosi, che hanno danneggiato così gravemente la Germania». In questa visione demolitrice degli assetti dell'Unione Europea, Trump trova una sponda fondamentale in Elon Musk, il quale condivide la sua avversione per le istituzioni comunitarie e definisce apertamente Marine Le Pen come «l'ultima speranza per la Francia».