Politiche
Ipotesi voto anticipato a maggio: Fratelli d'Italia preme, ma gli alleati frenano la corsa alle urne
Pesa l'ipotesi "election day" con le Amministrative. La Lega vorrebbe prima l'approvazione dell'Autonomia, Forza Italia concentrarsi sui risultati economici e arrivare alla scadenza
L'ipotesi di far finire in anticipo la legislatura e tornare a votare già a maggio, accorpando le elezioni Politiche a quelle Amministrative, continua a far discutere la maggioranza dopo l'apertura lanciata dal senatore meloniano Lucio Malan. Fratelli d'Italia per il momento tace ufficialmente, ma l'idea sembra essere accarezzata dai vertici del partito. Nei corridoi dei palazzi romani si mormora che l'uscita del capogruppo al Senato sia stata una fuga in avanti, non distante dai reali desideri della leadership a cui spetta la decisione finale, ma giudicata decisamente intempestiva. Gli alleati, infatti, si mostrano molto freddi e scettici di fronte a questa prospettiva, con motivazioni che variano dalla Lega fino a Forza Italia e ai centristi dell'Udc e di Maurizio Lupi.
La frenata più netta arriva dal Carroccio, che pone una condizione imprescindibile prima di qualsiasi ragionamento sul voto anticipato: chiudere il percorso dell'autonomia differenziata, attualmente al vaglio delle intese con quattro regioni settentrionali. La posizione del partito è inequivocabile: «Solo dopo aver concluso l’iter sull'autonomia differenziata si possono fare ipotesi di elezioni anticipate -spiega il presidente dei senatori leghisti Massimiliano Romeo - non prima». D'altronde, il ministro Roberto Calderoli aveva già lanciato un monito chiaro ai partner di governo: «Sull'autonomia io chiedo un impegno del nostro segretario e dei nostri alleati - aveva scandito - Gli stessi tempi usati per approvare alla svelta la legge elettorale vanno usati per approvare l’autonomia differenziata».
Anche sul fronte di Forza Italia prevale la cautela, con i vertici azzurri orientati a non interrompere il mandato in anticipo. Il segretario Antonio Tajani ha chiarito la rotta affermando: «Noi siamo favorevoli ad arrivare alla fine della legislatura». Sulla stessa linea si posiziona il suo vice Roberto Occhiuto, che ha rivelato: «Ho dato un consiglio non richiesto a Giorgia Meloni suggerendo di prendersi tutto il tempo da qui alla fine della legislatura», con il preciso scopo di «concentrarsi su scelte di politica economica - spiega - che possano essere davvero percepite dagli italiani come bandiere del centrodestra». Anche Stefania Craxi si appella al patto di lealtà con i cittadini, sottolineando: «Non vedo motivi per cui questa esperienza di governo debba chiudersi in anticipo. Anzi ne abbiamo tanti per continuare». Nonostante queste dichiarazioni, tra gli azzurri c'è chi valuta in via riservata un'opzione autunnale, soppesando anche l'incognita legata alla potenziale ascesa del partito di Roberto Vannacci e le tensioni interne irrisolte, sia dentro FI per il rinnovamento della squadra, sia nella Lega in vista del congresso straordinario.
A spingere verso l'election day primaverile restano soprattutto i meloniani, preoccupati dal peso delle prossime sfide amministrative in grandi città come Roma, Milano, Napoli e Bologna. Il timore è che una probabile sconfitta del centrodestra in queste roccaforti possa innescare un effetto trascinamento negativo se le elezioni politiche dovessero tenersi successivamente. A questa motivazione puramente strategica si aggiungono ragioni di natura economica, legate all'abbattimento dei costi garantito dall'accorpamento delle consultazioni, e il rischio pratico di dover condurre una campagna elettorale estiva disertata dagli elettori a causa delle temperature torride.