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«Tutte le stragi portano a casa vostra»: bagarre e foto mostrate in Aula nello scontro totale su Scarpinato

Accuse sui depistaggi di Stato, lettere stracciate in diretta e scambi di foto, la richiesta di dimissioni dall'Antimafia accende la miccia

07 Ottobre 2026, 13:47

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scarpinato

Una giornata di altissima tensione parlamentare ha trasformato le Aule di Camera e Senato in un vero e proprio ring politico. Al centro dello scontro furibondo c'è la figura di Roberto Scarpinato, senatore del Movimento 5 Stelle ed ex magistrato antimafia, di cui la maggioranza di centrodestra chiede a gran voce le dimissioni sia dalla Commissione Antimafia sia dal Copasir. Lo scontro, innescato al termine delle votazioni sulla legge elettorale, è rapidamente degenerato in uno scambio d'accuse incrociate che ha richiamato i capitoli più bui della storia d'Italia, dalle stragi di Stato del passato fino ai recenti dossier giudiziari.

A far esplodere la polemica a Montecitorio è stato l'intervento del capogruppo pentastellato Riccardo Ricciardi, che ha difeso a spada tratta l'ex procuratore Scarpinato lanciando un durissimo attacco all'indirizzo di Fratelli d'Italia: "Avete chiesto di rimuovere Scarpinato dall’Antimafia, noi non solo ce lo teniamo stretto ma riteniamo che se la commissione fosse composta tutta da persone come lui potremmo confermare ciò che sappiamo. Vediamo chi ha depistato in questo Paese, da Portella della Ginestra a Capaci, fino a Piazza della Loggia: tutte quelle stragi portano a casa vostra, alla casa dei neofascisti. Voi state dalla parte dei depistaggi, noi della verità". Ricciardi ha poi citato le foto della presidente dell'Antimafia Chiara Colosimo con l'ex Nar Luigi Ciavardini e la presenza di Ignazio La Russa ai funerali di militanti di destra degli anni '70.

Immediata e veemente la replica del capogruppo di FdI, Galeazzo Bignami, che dopo aver ironizzato sull'errore di pronuncia dell'oppositore ("Ciavardelli? Era Ciavardini, dimostrate ignoranza"), ha rilanciato con forza: "Un giudice, e non FdI, dice che questa persona ha compiuto attività di depistaggio. Chiediamo la sua rimozione anche dal Copasir. Portate rispetto per la magistratura! Perché non avete indagato quando l'Antimafia la presiedevate voi? Voi prendete i voti delle persone per bene e aiutate chi sta dalla parte sbagliata".

Bignami ha poi richiamato la propria storia personale, ricordando i dieci colpi di pistola sparati contro suo padre negli anni di piombo in quanto uomo di destra. La bagarre ha costretto il presidente della Camera Lorenzo Fontana a intervenire più volte per richiamare i deputati all'ordine: "Non siamo allo stadio".

Il clima non è stato da meno a Palazzo Madama, dove il capogruppo M5S Luca Pirondini ha mostrato in Aula le foto di Chiara Colosimo insieme a Ciavardini e quelle del sottosegretario Andrea Delmastro con Mauro Caroccia, prima di compiere un gesto eclatante: ha stracciato in diretta la lettera ufficiale inviata da FdI per chiedere le dimissioni di Scarpinato. "Il partito di Santanchè, Montaruli e Delmastro chiede l'espulsione di un eroe dell'antimafia? Sciacquatevi la bocca! Ecco cosa facciamo con la vostra lettera", ha gridato Pirondini prima di strappare il foglio, richiamato dalla vicepresidente dell'Aula Licia Ronzulli ("Raccogliete, l'Aula non è un cestino").

A ricondurre l'attacco della maggioranza sul piano giudiziario è intervenuto il senatore della Lega Gianluca Cantalamessa, che ha sollevato il nodo delle intercettazioni emerse dalle recenti indagini nissene: "Un'intercettazione rivela che un indagato per favoreggiamento alla mafia dice a un commissario dell'Antimafia 'perché non sentiamo Tizio?' e il componente risponde 'ci conviene?'. Uno scandalo senza precedenti. Abbiamo chiesto una moral suasion a Scarpinato per non partecipare ai lavori, dato che ha accesso ad archivi secretati".

Sulla stessa linea l'affondo del senatore di FdI Raoul Russo, che ha accusato il M5S di ipocrisia: "Parliamo di fatti e di atti giudiziari in cui un parlamentare viene indicato come depistante in merito al clima del 1992, non di demagogia".

La spaccatura istituzionale sull'asse giustizia-antimafia appare ormai insanabile, con la maggioranza decisa a portare avanti la battaglia per l'uscita di Scarpinato dagli organi di garanzia e l'opposizione pronta a fare le barricate.