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Verso un "white paper" sulla ricerca polare: Artico, Antartide e il Terzo Polo al centro della strategia nazionale

La conferenza delinea priorità, proposte e una strategia interistituzionale per le zone fredde

07 Ottobre 2026, 15:16

15:20

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Entro la fine dell’anno è atteso il documento strategico italiano sulla ricerca polare, le cui fondamenta sono state poste durante la tre giorni della Conferenza Nazionale Polare, conclusasi oggi. L’appuntamento ha riunito la comunità scientifica del Paese impegnata nelle tre aree chiave: Artico, Antartide e regione himalayana. Dal confronto sono scaturite conoscenze, proposte e priorità che confluiranno in un White Paper: il testo, in uscita entro l’anno, fungerà da guida per le future politiche nazionali dedicate all’Artico, all’Antartide e al cosiddetto Terzo Polo, ossia l’area montuosa dell’Asia centrale che comprende l’Himalaya.

L’iniziativa è stata promossa e coordinata dal Consiglio Nazionale delle Ricerche, in collaborazione con Enea, Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, con il patrocinio del ministero della Difesa e del ministero dell’Università e della Ricerca. «Studiare i Poli significa conoscere la storia del nostro pianeta, ma anche comprendere meglio i cambiamenti che stanno interessando il clima, l’acqua, i mari», dichiara Anna Maria Bernini, ministro dell’Università e della Ricerca.

«Artico e Antartide sono sempre più centrali per il nostro futuro: vogliamo rafforzare la presenza italiana in entrambe le regioni», aggiunge il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani. «Le regioni polari sono territori estremi e lontani — afferma anche il ministro della Difesa, Guido Crosetto — ma rappresentano luoghi nei quali stanno avvenendo trasformazioni destinate ad avere conseguenze globali». «Il lavoro di questi tre giorni segna un passo importante verso una visione condivisa della ricerca pubblica italiana nelle regioni polari», commenta il presidente del Cnr, Andrea Lenzi.

«I profondi cambiamenti che stanno interessando l’Artico, l'Antartide e il Terzo Polo hanno ripercussioni sempre più rilevanti sugli equilibri climatici, sugli ecosistemi e sulla società a livello globale», sottolinea la presidente di Enea, Francesca Mariotti. «La Conferenza ha mostrato quanto sia importante il confronto tra conoscenze, competenze e prospettive per affrontare le sfide della ricerca», osserva il presidente dell’Ingv, Fabio Florindo, mentre il presidente dell’Ogs, Nicola Casagli, evidenzia che «il contributo dei nostri ricercatori rafforza il dialogo interdisciplinare indispensabile per comprendere le trasformazioni in atto ai Poli e le loro conseguenze sull'intero pianeta».