Giudiziaria
Garlasco, test al luminol e la Golf "intonsa": verbali Ris e assenza di tracce di sangue alimentano la richiesta di revisione per Stasi
Gli avvocati dell'ex bocconiano condannato per il delitto di Chiara Poggi riaccende il dubbio sul luogo dell'esame e sulle suole che non erano sporche di sangue
Tra la documentazione fotografica del luminol test effettuato durante la prima indagine sull'omicidio di Chiara Poggi richiesta alla Procura di Pavia dall’attuale difesa di Alberto Stasi, condannato a 16 anni di ca rcere, c'è anche quella che riguarda alcune «componenti» della Golf all’epoca in uso al loro assistito, ritenute «rilevanti per comprendere esattamente dove sia stato effettuato» l’esame che aveva lo scopo di accertare eventuali tracce di sangue e che all’epoca diede riscontro negativo.
Nella memoria, depositata tra gli atti dell’inchiesta a carico di Andrea Sempio da cui è generato un fascicolo stralcio per far luce sull'operato del 2007 e degli anni successivi del Reparto Investigazioni Scientifiche, allora guidato dal generale Luciano Garofano, i legali dell’ex studente bocconiano accendono i riflettori sui «verbali Ris del 10 settembre 2007 e dell’11 settembre 2007» dai quali «risultano saggiate col luminol (tra il resto) le "pedanine poggia piedi" e la "regione sottostante le pedanine anteriori", ma non si utilizza la parola "tappetini"».
Al di là della risposta che l’attuale capo del reparto dell’Arma ha dato agli avvocati - le indicazioni di dove trovare il materiale, la necessità ai tempi di usare il termine "pedanine" per evitare confusione con il "tappetino del bagno" di casa Poggi citato negli stessi verbali -, tale richiesta fa supporre che tra gli elementi su cui la difesa di Stasi, con i suoi consulenti, sta lavorando in vista della richiesta di revisione possa esserci anche il tema che ruota attorno all’auto "intonsa" che si intreccia con quello delle suole delle scarpe anch’esse prive di sangue.
Dal fronte Sempio si saprà settimana prossima, forse già lunedì, quali e quante memorie verranno depositate alla Procura di Pavia dalla difesa de nuovo accusato dell’omicidio di Chiara Poggi.
Dopo la nuova e seconda chiusura dell’inchiesta a carico del 38enne e il deposito degli atti avvenuti lo scorso 28 settembre, i suoi difensori, Liborio Cataliotti ed Angela Taccia, hanno incaricato il pool dei loro consulenti, ciascuno per il suo 'argomentò, di valutare le nuove relazioni allegate, come quella dell’antropologa forense Cristina Cattaneo e di Biagio Eugenio Leone, in cui si indica che «l'intervallo fra le prime lesioni e la morte» di Chiara «è più verosimilmente definibile nell’ordine di alcune decine di minuti, prudentemente non inferiore a circa 15-30 minuti e plausibilmente compreso fra 30 e 60 minuti, pur non essendo scientificamente definibile con maggiore precisione». E poi quella di Gianpaolo Iuliano e Nicola Caprioli in cui si sostiene che le «dimensioni di una scarpa modello Frau taglia 42» risultano compatibili «con le misure del piede di Sempio».
«Lunedì prossimo faremo una riunione con i consulenti - ha spiegato Cataliotti - per confrontarci e decidere su quali punti rispondere e cosa rispondere. Abbiamo tempo fino al 18 ottobre», per depositare.