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Pena di morte in diretta streaming, l'ultima aberrazione in Usa. Per Onu e vescovi «tortura e barbarie»

L'annuncio del Pentagono scatena le reazioni. Nidal Hasan, ex maggiore e psichiatra dell’esercito, uccise 13 persone nel 2009 in una base militare in Texas

09 Ottobre 2026, 15:09

15:10

Nidal Hasan

La decisione delle autorità statunitensi di trasmettere in streaming l’esecuzione di Nidal Hasan equivarrebbe a tortura. Lo afferma l’Onu: “La trasmissione in diretta streaming di un’esecuzione equivale a un’esecuzione pubblica e violerebbe il divieto assoluto di tortura”, ha dichiarato l’Ufficio dell’Alto Commissario per i diritti umani in un messaggio inviato all’agenzia Afp.

“Il divieto assoluto di tortura vieta le esecuzioni pubbliche”, ha ribadito la portavoce Shabia Mantoo nel corso di un briefing. “Il mancato rispetto di tale divieto renderebbe inevitabilmente l’esecuzione arbitraria, configurando una violazione del diritto alla vita”, ha aggiunto. “Come sottolineato dall’Alto Commissario per i diritti umani in relazione alle esecuzioni pubbliche in Afghanistan e Iran, tali esecuzioni costituiscono una forma di trattamento o pena crudele, inumano o degradante”.

Critico anche l’intervento della Conferenza episcopale degli Stati Uniti. “Il nostro Dio è il Dio della vita: in nessun modo le azioni di Hassan possono essere giustificate ma questa decisione è una promozione barbara di una cultura di morte e deve essere riconsiderata”, ha dichiarato ai media vaticani l’arcivescovo Paul Stagg Coakley, presidente dei vescovi statunitensi, riferendosi alla scelta del “Dipartimento della guerra di Washington”.

Nidal Hasan, ex maggiore e psichiatra dell’esercito, è stato riconosciuto colpevole per l’attacco del 2009 alla base di Fort Hood, in Texas: uccise 13 persone e ne ferì 32. Condannato alla pena capitale nel 2013, è detenuto a Fort Leavenworth, in Kansas. Rimasto paralizzato dopo essere stato colpito durante l’intervento che pose fine alla sparatoria, si muove su sedia a rotelle. La sua vicenda è legata a una delle più gravi stragi compiute all’interno di una base militare statunitense.