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Per le cure

La Svizzera chiede 1,5 milioni di franchi ai feriti italiani del Constellation: Roma respinge le fatture

Dossier al Consiglio federale; indagini svizzere potrebbero ribaltare i rimborsi

09 Ottobre 2026, 19:12

19:20

La Svizzera chiede 1,5 milioni di franchi ai feriti italiani del Constellation: Roma respinge le fatture

A Berna c'è un plico di fatture che nessuno vuole pagare. Ammontano a 1,5 milioni di franchi, cioè a oltre 1,6 milioni di euro, e si riferiscono alle cure che alcuni ospedali cantonali, tra cui quelli di Losanna, Zurigo e Sion, hanno prestato a 12 ragazzi italiani, rimasti feriti a Capodanno nel rogo del Constellation, a Crans-Montana. Il voluminoso fascicolo si trova su un tavolo del Conseil féderal, il governo elvetico. E prima che la Radio televisione pubblica svizzera (Rts) diffondesse la stima della maxi-parcella, si erano rincorse le voci di un’imminente decisione. Ma l’esecutivo è ora impegnato in una complessa sostituzione del presidente uscente Guy Parmelin, dimessosi, a sorpresa, la scorsa settimana, proprio nel giorno in cui ci si aspettava una deliberazione su questa vicenda.

Era stato proprio lui ad assumersi l’impegno con la premier Giorgia Meloni di «gestire la questione sul piano bilaterale», in un incontro del 4 maggio, a margine di un vertice della Comunità politica europea, in Armenia. I feriti "indipendentemente dal loro luogo di residenza, non dovranno pagare nulla per le cure mediche prestate negli ospedali svizzeri immediatamente dopo la catastrofe", aveva assicurato il presidente della Confederazione, dopo che tra Berna e Roma i toni si erano fatti accesi, anche su questo dossier. Il caso era scoppiato ad aprile, quando alcune famiglie italiane avevano ricevuto salatissime fatture sanitarie, anche di oltre 70mila euro, per poche ore di ricovero.

È il caso di Umberto Marcucci, padre di Manfredi, rimasto ustionato nel discobar. Da Sion gli era stato recapitato un conto di quasi 72mila euro, per sole 15 ore di degenza nel reparto di terapia intensiva, prima che il giovane venisse trasportato in elicottero al Niguarda di Milano. «Se mi rompo una gamba su un pista da sci è giusto che il sistema sanitario italiano rimborsi - ha spiegato Marcucci ai microfoni di Rts - se, invece, mi sono fatto male in un bar, a causa della negligenza di qualcuno, e probabilmente qualcuno del comune o del cantone, allora il minimo sarebbe che la Svizzera sospenda la richiesta di rimborso, fino all’individuazione delle responsabilità». La presidente del Consiglio l’aveva definita una «ignobile richiesta», annunciando che l’Italia l’avrebbe «respinta al mittente». Anche il ministro degli Esteri, Antonio Tajani, aveva chiarito: «l'Italia non pagherà». La soluzione promessa dal presidente Parmelin tarda però ad arrivare. E, per la Confederazione, i costi della tragedia di Capodanno stanno lievitando di giorno in giorno. Per ora, il parlamento federale ha stanziato 37,6 milioni di euro per le vittime e il cantone del Vallese altri 2,5 milioni. Inoltre, la Fondazione Beloved, creata appositamente, dispone di un budget di quasi 26 milioni di euro. Giovedì la presidente, Doris Leuthard, ha incontrato a Milano le famiglie italiane coinvolte, assicurando di voler sostenere «le spese mediche, di supporto psicologico e fisioterapico, che non sono a carico del servizio sanitario nazionale». Per l’avvocato Fabrizio Ventimiglia, legale della famiglia di Sofia Donadio, anche lei ferita nel Constellation, «non si può dimenticare che a Sion è in corso un procedimento penale nel quale sono al vaglio anche eventuali responsabilità delle autorità pubbliche svizzere, a partire dal Comune di Crans-Montana. Se tali responsabilità dovessero essere accertate, sarebbe francamente difficile accettare che il peso economico delle conseguenze di questa tragedia rimanga definitivamente a carico dello Stato italiano».