Belgio
Il vento delle proteste francesi soffia su Bruxelles: scontri, lacrimogeni e auto in fiamme
Migliaia in piazza tra sindacati e studenti contro la degradazione degli istituti scolastici e dell’insegnamento ma anche contro le politiche di austerità del governo
Il vento delle proteste studentesche francesi è arrivato in Belgio. E ha l’odore dei gas lacrimogeni e delle auto bruciate nel centro di Bruxelles. Dove migliaia di giovani e giovanissimi hanno portato in piazza la protesta contro la degradazione degli istituti scolastici e dell’insegnamento. Rivendicazioni vicine a quelle dei coetanei francesi, che nelle strade della capitale europea si sono mescolate al corteo organizzato dai sindacati di sinistra contro le politiche di austerità del governo sostenuto dalla coalizione di centrodestra soprannominata 'Arizonà. Un lungo serpentone di circa 50 mila persone - secondo le cifre degli organizzatori - ha attraversato la città. Con una testa pacifica e sindacalizzata, e una coda largamente partecipata dagli studenti e pronta a ingaggiare lo scontro fisico con la polizia. Divampato già dalle primissime battute e continuato per ore.
Subito dopo gli interventi dal palco nella centralissima place de l’Albertine, i sindacati hanno aperto il corteo. Accanto alla Fgbt, marcatamente di sinistra, la Csc, di tradizione cristiano-moderata. Più indietro, diversi collettivi di sinistra radicale e alcune sigle dell’opposizione sociale al governo. In fondo, migliaia di studenti, i veri protagonisti della giornata. La gran parte di loro ha sfilato pacificamente con il resto del corteo, mostrando striscioni e cantando 'siamo tutti antifascistì. Ma nelle retrovie diverse centinaia di giovanissimi hanno scatenato una guerriglia urbana che ha messo a ferro e fuoco il centro della capitale belga.
Già a Gare Centrale, alla partenza del corteo, gli studenti hanno attaccato a volto coperto le forze dell’ordine con lancio di pietre e petardi, costruendo barricate con bici e materiale di cantiere dati alle fiamme. La polizia ha risposto facendo ampio ricorso all’uso del camion idrante e al lancio di lacrimogeni. Scene simili, e ancora più violente, anche al termine del corteo a Gare du Midi, la principale stazione della città. Tenuta in scacco per oltre tre ore da studenti incappucciati, accompagnati da alcune frange più estreme del corteo. Sul finale dei disordini, poche centinaia di 'casseurs' hanno preso di mira diversi autoveicoli, incendiando qualche automobile e devastando tre bus. Il bilancio provvisorio è di una ventina di fermi, tra cui molti minori.
Mentre le autorità sottolineano un rallentamento delle proteste in Francia, dove oggi sono rimaste chiuse comunque 141 scuole, in molti nel corteo belga hanno parlato di una "scintilla francese" in grado di riaccendere le rivendicazioni che già alcuni collettivi di insegnanti avevano portato in piazza alla fine dello scorso anno scolastico. Dopo i disordini di Liegi degli ultimi giorni, la protesta degli studenti è sbarcata nella capitale e non sembra destinata a placarsi. Con alcuni appuntamenti sensibili già in programma, tra cui la marcia ambientalista di domenica e un nuovo sciopero del settore pubblico lunedì.