Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
10 ottobre 2026 - Aggiornato alle 00:00
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Il giornale di oggi

Leggi
☰

la giravolta

Trump compra diesel da Putin: rotto il fronte con l'Occidente

Il presidente Usa annuncia l'accordo con la Russia, cancellerie europee spiazzate

09 Ottobre 2026, 23:10

23:20

Trump compra diesel da Putin: rotto il fronte con l'Occidente

Washington tenta di riattivare il canale del dialogo per porre fine alla guerra in Ucraina, ma l’offensiva strategico-energetica di Donald Trump rischia di incrinare la compattezza del fronte occidentale. A Miami, una delegazione ucraina e rappresentanti europei hanno tenuto per due giorni colloqui riservati con gli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner, mentre in parallelo il presidente americano ha condotto una trattativa telefonica con Vladimir Putin. L’intesa raggiunta prevede la fornitura agli Stati Uniti e ai mercati internazionali di milioni di tonnellate di gasolio russo, temporaneamente esentate dal regime sanzionatorio americano fino ad aprile. L’iniziativa ha provocato immediato smarrimento a Kiev. Fonti governative ucraine hanno parlato di sorpresa e preoccupazione all’indomani dell’annuncio, mentre il presidente Volodymyr Zelensky è intervenuto con toni durissimi su X. “Regali a Putin non porteranno pace né alcun beneficio al mondo civile e la Russia ‘ripagherà’ il diesel con ulteriore terrore e perfidia”, ha scritto il leader ucraino, aggiungendo che consentire a Mosca di vendere prodotti petroliferi equivale a “un investimento in una guerra che deve essere terminata, non prolungata”, e ribadendo l’urgenza di una de-escalation reale e reciproca. Trump ha rivendicato su Truth Social l’esito dei contatti, definendo la telefonata con il capo del Cremlino “di grande successo”. Secondo i dettagli forniti dall’ex tycoon, la Russia avvierà subito la consegna di oltre 300.000 tonnellate di gasolio sui mercati globale e statunitense, cui seguiranno 500.000 tonnellate a novembre e un ulteriore milione nell’immediato prosieguo. In base alla capacità residua delle raffinerie russe, verrebbero poi aggiunte in tempi brevi altre 3.000.000 di tonnellate. Il presidente ha promesso un calo rapido e senza precedenti dei prezzi dei carburanti per i consumatori americani e internazionali, collegando il risultato anche al controllo dello Stretto di Hormuz e puntando a un dividendo politico in vista delle prossime elezioni di Midterm. Putin ha confermato la nuova partnership, dichiarandosi fiducioso circa i benefici per l’economia mondiale. La svolta politica ha trovato riscontro anche sul piano formale: il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha annunciato la sospensione, per sei mesi, delle sanzioni relative alla fornitura di gasolio russo sui mercati globali.

Tale apertura si intreccia con indiscrezioni del Kyiv Independent, secondo cui Mosca avrebbe subordinato un’eventuale tregua nei bombardamenti contro infrastrutture energetiche e rotte commerciali del Mar Nero a un alleggerimento delle misure restrittive. Il tema figurava ufficialmente tra i punti all’ordine del giorno del tavolo di Miami tra funzionari americani ed europei. Il “doppio binario” di Washington ha inevitabilmente condizionato il clima del vertice in Florida. Witkoff e Kushner, reduci da missioni a Mosca e Kiev il mese scorso, si sono confrontati con Kyrylo Budanov, Rustem Umerov, i consiglieri per la sicurezza nazionale di Regno Unito, Francia e Germania, oltre a rappresentanti di NATO e Unione Europea.

Il summit era stato preceduto dagli avvertimenti del segretario di Stato Marco Rubio, che aveva definito la situazione sul terreno “esplosiva” e sottolineato come “non ci sia una soluzione militare al conflitto”. Per l’Ucraina l’orizzonte resta drammatico: il Paese si prepara a un inverno durissimo dopo settimane di attacchi russi con missili e droni contro la rete elettrica, i siti industriali e i porti del Mar Nero, con danni ingenti e cantieri di riparazione attivi incessantemente. Dal Cremlino, il portavoce Dmitry Peskov ha ribadito il rifiuto di tregue temporanee o settoriali, insistendo sulla necessità di un accordo di pace definitivo “per le future generazioni”. Nondimeno, la sospensione provvisoria delle sanzioni americane sul diesel potrebbe creare uno spiraglio concreto per una pausa nei raid aerei reciproci. La scelta unilaterale della Casa Bianca, tuttavia, lascia aperti interrogativi sostanziali sulla tenuta e sulla coesione della coalizione occidentale.