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Nobel per la Pace Pillay: «Sanzioni degli Stati Uniti contro i giudici della Cpi inaccettabili»

La giudice sudafricana le considera un attacco all'indipendenza dei giudici e alla sopravvivenza dei tribunali internazionali

10 Ottobre 2026, 16:36

16:40

Nobel per la Pace Pillay: «Sanzioni degli Stati Uniti contro i giudici della Cpi inaccettabili»

La giudice sudafricana Navi Pillay, ex alta commissaria delle Nazioni Unite per i diritti umani e vincitrice del Premio Nobel per la Pace di quest’anno, ha definito «senza precedenti e inaccettabili» le sanzioni recentemente annunciate dagli Stati Uniti nei confronti della Corte penale internazionale (Cpi). «C'è tanta tensione e apprensione riguardo alla sopravvivenza dei tribunali internazionali, in particolare della Corte penale internazionale dell’Aia. Ma soprattutto, un Paese ha annunciato sanzioni contro i giudici, solo per le ordinanze giudiziarie da loro emesse. È una cosa senza precedenti, inaccettabile», ha affermato Pillay in videoconferenza da Norimberga durante un evento al Centro Nobel per la Pace di Oslo. 

E l’Ufficio di presidenza dell’Assemblea degli Stati parte della Corte penale internazionale (Cpi) chiede «la revoca immediata» delle sanzioni imposte dagli Stati Uniti contro la Corte come istituzione, denunciando un tentativo di ostacolarne l’attività giudiziaria indipendente. «L'escalation nell’uso senza precedenti di misure coercitive è un deplorevole tentativo di ostacolare la Corte e il suo personale nell’esercizio delle loro funzioni giudiziarie indipendenti», si legge in un comunicato diffuso all’Aia.

«Tali azioni mirano a sfidare direttamente un’istituzione giuridica internazionale costruita con grande impegno per garantire che prevalga l’accertamento delle responsabilità, non l'impunità». «Ribadiamo il nostro sostegno alla Corte, ai suoi funzionari e a tutti coloro che contribuiscono all’adempimento del suo mandato giudiziario in conformità con lo Statuto di Roma», sottolinea l’ufficio di presidenza, riaffermando la determinazione a difendere i principi della giustizia internazionale e l’indipendenza della magistratura. L’organismo invita inoltre «la comunità internazionale a restare ferma nella difesa della Corte di fronte a queste misure senza precedenti» e a dimostrare la volontà collettiva di salvaguardare l’integrità dello Stato di diritto internazionale.

L’Assemblea degli Stati parte è l’organo di supervisione amministrativa e legislativo della Cpi. Il suo ufficio di presidenza è composto da un presidente, due vicepresidenti e 18 membri eletti per un mandato di tre anni.