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le indagini

Giallo di Pietracatella, svolta nell'inchiesta sulla ricina: al setaccio 155 computer in tre scuole del Molise

La Procura di Larino dispone ispezioni irripetibili sugli hardware degli istituti legati alla famiglia Di Vita

10 Ottobre 2026, 22:57

23:00

Il delitto della ricina, perché l'amica di Antonella è indagata

L'inchiesta per il duplice omicidio di Antonella Di Ielsi e della figlia quindicenne Sara Di Vita, avvelenate dalla ricina nel dicembre 2025 a Pietracatella, entra in una fase tecnica cruciale. Per fare luce su una vicenda complessa che procede contro ignoti dal marzo 2026, la Procura di Larino ha disposto un imponente piano di accertamenti informatici irripetibili che coinvolgerà 155 elaboratori distribuiti in tre diversi istituti scolastici tra Riccia e Campobasso. L'operazione, affidata agli investigatori della Squadra Mobile di Campobasso e agli specialisti del Servizio Centrale Operativo della Polizia di Stato, si concentrerà tra il 13 e il 15 ottobre 2026 per verificare l'eventuale presenza di ricerche web, file eliminati o navigazioni riservate legate alla letale tossina e ad altri veleni. Le ispezioni partiranno dall'Istituto Agrario di Riccia — dove si contano 71 computer —, proseguiranno al Liceo Scientifico del medesimo comune (21 postazioni) e si concluderanno al Liceo Classico "Mario Pagano" del capoluogo molisano, scuola frequentata dalla giovane vittima e da sua sorella, per un totale di altri 63 dispositivi.

Le verifiche traggono origine da pregresse interrogazioni di piattaforme web individuate dagli inquirenti e focalizzate su parole chiave legate al veleno, ma finora prive di una precisa paternità o collocazione temporale. L'obiettivo principale degli esperti non sarà soltanto individuare un'eventuale traccia nei browser o l'impiego della rete Tor per la navigazione anonima su domini .onion, ma stabilire con certezza chi fosse davanti allo schermo al momento della ricerca, superando la naturale promiscuità d'uso dei computer scolastici condivisi.

L'ampia perquisizione informatica, che fa seguito ai recenti controlli negli studi e nella casa di Gianni Di Vita (marito e padre delle vittime, al momento non indagato), rappresenta una fondamentale attività procedurale volta a raccogliere elementi oggettivi, senza per questo anticipare responsabilità personali o certezze indiziarie.