giudiziaria
Caso Garlasco, la difesa di Andrea Sempio affila le armi: «Pronte le memorie, se la Procura gioca duro lo facciamo anche noi»
L'avvocata Angela Taccia annuncia le controdeduzioni entro il 18 ottobre e motiva il no alla perizia psichiatrica
Un cambio di passo deciso e la scelta di un braccio di ferro aperto con gli inquirenti. La difesa di Andrea Sempio affila le armi in vista della scadenza del 18 ottobre, termine entro il quale il team legale presenterà le attese memorie di replica alla chiusura delle indagini per il delitto di Garlasco. A fare il punto sulla strategia è l'avvocata Angela Taccia che, dal palco del "Rumore Festival", ha tratteggiato la linea di fermezza adottata dal collegio difensivo insieme al co-difensore Massimo Cataliotti. Nei prossimi giorni si terrà un vertice operativo da remoto con i consulenti tecnici per stabilire su quali punti sferrare subito l'attacco e quali argomentazioni riservarsi per le successive fasi del procedimento.
Al centro dello scontro istituzionale vi è soprattutto il no secco opposto dalla difesa alla richiesta della Procura di Pavia di sottoporre Andrea Sempio a una consulenza psichiatrica per valutare la sua personalità e l'imputabilità all'epoca dei fatti. Una scelta rivendicata con forza dal legale, che ha risposto a viso aperto all'impostazione accusatoria: convinta che la Procura abbia ormai maturato un preconcetto inamovibile sulla colpevolezza del proprio assistito, la difesa ha scelto di interrompere qualsiasi forma di collaborazione passiva, rivendicando il diritto di battere ogni carta processuale a propria disposizione.
La critica di metodo e la strategia del collegio difensivo
Dietro il rifiuto dell'esame psichiatrico, come chiarito da Angela Taccia, non c'è una decisione d'impulso bensì una precisa valutazione di metodo giuridico, frutto di mesi di studio sulle carte dell'inchiesta. La difesa contesta infatti l'impostazione della Procura, ritenendo illogico valutare il profilo psicologico o la potenziale "imputabilità" di un soggetto prima di aver dimostrato attraverso indizi e prove schiaccianti la sua effettiva presenza fisica sulla scena del crimine il giorno dell'omicidio.
Senza riscontri oggettivi che collochino Sempio nella villetta di Garlasco, la consulenza sulla personalità rischiava di trasformarsi, secondo i legali, in un espediente per rafforzare un quadro indiziario ritenuto debole. Da qui la determinazione di opporsi fermamente all'accertamento, in attesa che il deposito delle controdeduzioni fissato per il 18 ottobre metta in discussione l'intero impianto costruito dagli inquirenti.