LA STORIA
Carabiniere padre di due figli non suoi? Marescialla indagata a Rimini: i bimbi sarebbero nati dalla relazione con un superiore
La donna indagata per alterazione di stato civile: un passaggio chiave dell’inchiesta sono gli accertamenti genetici
Due figli nati da una relazione extraconiugale con un superiore, ma registrati all’anagrafe come figli del marito, che sarebbe stato indotto a credersi il padre naturale. Con questa ipotesi la Procura di Rimini ha iscritto nel registro degli indagati una marescialla dell’Arma, accusata di alterazione di stato civile in relazione alle nascite dei suoi due bambini.
Secondo l’accusa, all’epoca dei fatti la donna era sposata con un altro carabiniere e aveva una relazione con un sottufficiale che era stato il suo comandante di stazione. Pur sapendo che i figli potevano non essere del marito, avrebbe attribuito a lui la paternità di entrambi, rendendo dichiarazioni non veritiere all’ufficiale dello stato civile.
Gli episodi contestati sono due, nel 2023 e nel 2025, in corrispondenza della formazione dei due atti di nascita. L’unica indagata è la marescialla, difesa dall’avvocato Maurizio Bortolotto del foro di Torino. Il reato ipotizzato è quello previsto dagli articoli 48, 81 e 567, secondo comma, del codice penale.
Un passaggio chiave dell’inchiesta sono gli accertamenti genetici: stando alle imputazioni provvisorie, avrebbero escluso la paternità biologica del marito. Per gli inquirenti la vicenda non si esaurirebbe in una questione di infedeltà coniugale, ma avrebbe rilevanza penale per gli effetti prodotti sugli atti di nascita e sull’attribuzione della paternità.
Le indagini proseguono. Nelle scorse settimane i carabinieri del nucleo investigativo di Torino, guidati dal tenente colonnello Andrea Romanelli, su delega della Procura riminese hanno eseguito perquisizioni negli alloggi di servizio e nelle caserme dove oggi prestano servizio sia la marescialla sia il suo ex comandante. Sequestrati computer e telefoni cellulari. Gli accertamenti tecnici dovranno ricostruire i rapporti tra i soggetti coinvolti, le comunicazioni scambiate e le circostanze che hanno preceduto e accompagnato le dichiarazioni rese al momento delle nascite. L’analisi dei dispositivi potrebbe inoltre aiutare a stabilire la cronologia della relazione e il grado di consapevolezza della donna sulla paternità biologica dei bambini.