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Primarie in Francia, Glucksmann stacca tutti al primo turno: la socialdemocrazia sceglie il suo candidato per l'Eliseo

Il leader di Place publique conquista oltre il 66% dei voti ma la sinistra resta divisa sulle alleanze future

11 Ottobre 2026, 22:37

22:40

Primarie in Francia, Glucksmann stacca tutti al primo turno: la socialdemocrazia sceglie il suo candidato per l'Eliseo

Raphaël Glucksmann ha ottenuto al primo turno l’investitura del campo socialdemocratico francese per le presidenziali del 2027, al termine delle primarie. Il leader di Place Publique ha centrato un successo netto, conquistando oltre due terzi dei consensi e distanziando in modo marcato gli altri quattro sfidanti, così da rendere superfluo il ballottaggio.

Secondo la proclamazione iniziale, a Glucksmann sono andate 79.613 preferenze, pari al 66,13% dei voti; in serata LCP e Public Sénat hanno ritoccato la quota al 66,17%. Dietro di lui si è classificato Olivier Faure, primo segretario del Partito socialista, con il 14,48% (14,46% nell’aggiornamento successivo). Più indietro gli altri candidati: Ségolène Royal al 7,62%, Emmanuel Maurel al 5,92% e Jérôme Guedj al 5,83%.

La consultazione — interamente digitale — ha mobilitato circa 120 mila elettori: un dato superiore all’obiettivo fissato di 100 mila partecipanti, ma inferiore ai picchi di affluenza delle primarie socialiste che consacrarono François Hollande e Benoît Hamon. Per accedere al voto online era richiesto un contributo d’iscrizione di 15 euro.

Lo svolgimento del voto sulla piattaforma e-votez è stato ostacolato da un attacco informatico iniziato venerdì 9 ottobre alle 8:00. Patrick Mennucci, presidente della commissione organizzatrice, ha spiegato che il sistema è stato bersagliato da un massiccio flusso di connessioni fittizie generate da bot, con conseguenti disservizi nell’accesso e difficoltà per molti utenti nel completamento della procedura. Gli organizzatori hanno presentato denuncia alla magistratura, precisando tuttavia che la regolarità e l’integrità delle schede già registrate non sono state intaccate.

Il confronto politico si è concentrato soprattutto sul tema delle alleanze con La France insoumise (LFI) di Jean‑Luc Mélenchon. Glucksmann ha sostenuto una linea di netta separazione, escludendo intese future e la presenza di ministri insoumis in un eventuale esecutivo da lui presieduto. Al contrario, Olivier Faure proponeva la costruzione di un fronte unitario dell’intera sinistra.

L’esito premia l’impostazione di Glucksmann e la sua volontà di rivolgersi anche a segmenti moderati provenienti dall’elettorato di Emmanuel Macron. Nel dopo-voto, Faure ha riconosciuto la sconfitta nel rispetto del responso delle urne, mentre Ségolène Royal ha confermato il sostegno, invocando al contempo un “rassemblement” della sinistra. Più severe le reazioni degli altri partiti progressisti: la leader degli Ecologisti, Marine Tondelier, ha criticato la chiusura a un’intesa larga, posizione condivisa da Clémentine Autain.

Nel discorso della vittoria, Glucksmann ha indicato le priorità del suo mandato: archiviare il macronismo, sbarrare la strada all’estrema destra e migliorare le condizioni di vita dei cittadini, riconoscendo al tempo stesso la necessità di costruire la maggioranza parlamentare indispensabile a governare il Paese. Classe 1979 (nato il 15 ottobre, 46 anni), eurodeputato iscritto al gruppo dell’Alleanza Progressista dei Socialisti e Democratici (S&D) e co‑fondatore di Place Publique, Glucksmann non è tesserato al Partito socialista.

Al Parlamento europeo siede nella commissione Sicurezza e difesa e nella delegazione per i rapporti UE‑Ucraina; è inoltre membro sostituto nelle commissioni Affari esteri, Commercio internazionale e nello “Scudo europeo per la democrazia”. La sua piattaforma programmatica coniuga il rafforzamento dell’integrazione dell’Unione, una difesa comune, il sostegno all’Ucraina e la tutela dei diritti umani (con particolare attenzione a uiguri e iraniani) con misure economiche come la riduzione della CSG sui salari per aumentare il netto in busta. In vista del 2027, il candidato dovrà ora seguire l’iter previsto dalla legge francese, a cominciare dalla raccolta di almeno 500 “parrainages” da parte di amministratori ed eletti, condizione necessaria per figurare sulla scheda del doppio turno presidenziale.