Il conflitto
L'Ue invoca il pugno duro su Mosca e chiede aiuto agli alleati, mentre l'asse Trump-Cremlino attacca Zelensky
L'Alto rappresentante Kallas esorta gli Stati Uniti ad allinearsi sulle sanzioni contro la Russia e affronta l'emergenza Houthi nel Mar Rosso. Intanto, Peskov rilancia le critiche di Trump contro il leader di Kiev, difeso dal Premio Nobel Matvijchuk
L'Alto rappresentante dell'Unione Europea, Kaja Kallas, giunta al Consiglio Affari Esteri a Lussemburgo, ha lanciato un forte appello alla comunità internazionale affinché venga intensificata la pressione diplomatica ed economica sulla Russia. Pur accogliendo con cauto ottimismo la tregua nel settore energetico, subordinata al suo reale rispetto da parte di Mosca, Kallas ha sottolineato che il cessate il fuoco deve innanzitutto proteggere le vite dei civili. La fine delle ostilità, ha precisato, renderebbe del tutto inutili le misure di difesa estreme e gli attacchi alle raffinerie russe. Per raggiungere questo obiettivo, l'esponente europea ha esortato apertamente gli Stati Uniti ad allinearsi al fronte sanzionatorio già sostenuto dall'Ue e dal Regno Unito. In particolare, ha evidenziato come l'approvazione americana del disegno di legge Graham sulla Russia potrebbe fornire la forza necessaria per costringere il Cremlino a porre definitivamente fine al conflitto.
Il richiamo al ruolo di Washington si scontra tuttavia con le aspre polemiche suscitate dalle recenti posizioni del presidente americano Donald Trump, le cui mosse continuano a dividere. L'avvocata ucraina per i diritti umani e Premio Nobel per la pace Oleksandra Matvijchuk ha duramente criticato il leader statunitense, denunciando il suo approccio transazionale e la sua pericolosa ammirazione per Vladimir Putin. Secondo l'attivista, la pace si otterrà solo rendendo i costi della guerra insostenibili per Mosca, attraverso la confisca dei beni russi, sequestri navali e sanzioni severissime contro le aziende compiacenti. A sfruttare le frizioni sull'asse Washington-Kiev è intervenuto direttamente il Cremlino tramite il portavoce Dmitry Peskov. Quest'ultimo, appoggiando apertamente le dichiarazioni di Trump, ha affermato che in Ucraina serve un nuovo presidente, accusando Volodymyr Zelensky di non avere la volontà politica e il coraggio di assumersi la responsabilità delle decisioni difficili necessarie per fermare i combattimenti.
Oltre al complesso dossier ucraino, l'agenda della diplomazia europea deve affrontare anche la perdurante crisi in Medio Oriente. A margine del Consiglio, Kaja Kallas ha reso noto di aver avuto un colloquio con la sua controparte saudita per esprimere le condoglianze di Bruxelles a seguito del recente attacco perpetrato dai ribelli Houthi. Durante il confronto diplomatico, da Riad è giunta una precisa richiesta affinché l'Unione Europea potenzi la missione navale Aspides, chiedendo di unire le forze per garantire la sicurezza della navigazione e mantenere aperto lo strategico stretto di Bab al-Mandab.