tensione alle stelle
Notte di guerra nel Mar Nero: droni (forse russi) colpiscono due mercantili al largo della Bulgaria
Un'imbarcazione affonda a est di Krapets mentre l'equipaggio della Chelsea 3 viene tratto in salvo a Varna, spingendo Sofia a chiedere l'intervento della Nato
Nuova notte di violenza nel Mar Nero, con pesanti ripercussioni sulla navigazione commerciale. Due navi mercantili sono state colpite da droni al largo della Bulgaria: una è affondata, mentre per un secondo cargo si è resa necessaria un’evacuazione d’emergenza. Il bilancio delle vittime resta ancora incerto.
Sofia intensifica i contatti con gli alleati della NATO e dell’Unione Europea per fronteggiare il riacutizzarsi delle ostilità contro obiettivi civili in mare. L’allerta è scattata intorno all’1:30, quando il mercantile Chelsea 3, battente bandiera maltese, è stato centrato da tre droni aerei nelle acque antistanti Byala, lungo la costa orientale bulgara. I 15 membri dell’equipaggio — sette ucraini e otto azeri — sono stati tratti in salvo e trasferiti nel porto di Varna. Cinque hanno riportato ferite lievi e sono stati assistiti dai sanitari. Rimasta senza personale a bordo, l’unità è stata avvistata pesantemente sbandata e alla deriva nei pressi di capo Sant’Atanasio.
Quasi in contemporanea, una seconda emergenza si è verificata circa 17 miglia nautiche a est di Krapets, più a nord. Il mercantile coinvolto è colato a picco dopo l’impatto. Come ha confermato il primo ministro bulgaro Rumen Radev, al momento risulta tratto in salvo un solo marinaio, mentre resta del tutto incerta la sorte degli altri membri dell’equipaggio. Le operazioni di verifica e accertamento sono ancora in corso.
Durante la riunione straordinaria del Consiglio di sicurezza, il premier Radev ha definito gli attacchi “inaccettabili”. Pur riconoscendo che le autorità non dispongono, al momento, di prove chiare e definitive sull’attribuzione, Radev ha sottolineato come l’esito di tali azioni finisca per favorire gli interessi russi. Da Mosca non sono giunti immediati commenti. Alla luce della gravità della situazione, il ministro della Difesa Dimitar Stoyanov ha annunciato la richiesta di supporto radar alla Nato, in continuità con il rafforzamento della sorveglianza e dello scambio informativo militare avviati già il giorno precedente.
Gli attacchi della notte del 13 ottobre si inseriscono in una sequenza serrata di episodi. Esattamente una settimana prima, il 6 ottobre, altri due mercantili erano stati presi di mira nella zona economica esclusiva bulgara con un impiego combinato di droni aerei e navali. In quell’occasione, la Alfa Watan (bandiera Togo) era affondata con 12 marinai siriani a bordo: le ricerche sono state interrotte il 7 ottobre. La Able (bandiera Palau) aveva riportato gravi danni. Ne era scaturito un duro scambio diplomatico: il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva accusato Mosca, mentre il premier Radev aveva smentito l’esistenza di inchieste congiunte; l’ambasciata russa a Sofia aveva negato ogni coinvolgimento nel bersagliamento della nave affondata.