Milano
Scelto il nome del Papa per il neonato trovato in un sacchetto che in tanti chiedono di adottare
Il piccolo, trovato da una signora a Cinisello Balsamo, è ricoverato al Niguarda dove è assistito con amore
E’ in condizioni stabili, sta "complessivamente bene e respira autonomamente" il neonato trovato ieri in un sacchetto di plastica a Cinisello Balsamo ed ora ricoverato nel reparto di Terapia intensiva neonatale del Niguarda di Milano. «È assistito con grande amore dal personale dell’ospedale. Ora aspettiamo che inizi a succhiare il latte, speriamo che accada nelle prossime ore» ha spiegato l’assessore regionale al Welfare Guido Bertolaso che con il personale dell’ospedale ha condiviso la scelta del nome.
«Vorremmo chiamarlo Leone» come il Santo Padre, ha rivelato, facendo un appello alle neomamme a partorire in ospedale. «È possibile rivolgersi a un ospedale, essere assistite durante il parto e scegliere di non riconoscere il proprio bambino, mantenendo l’anonimato nei modi previsti dalla legge. La madre che ha abbandonato il figlio in mezzo alla strada - ha ricordato - avrebbe potuto fare questo. Sarebbe stato molto meglio per la salute di entrambi». Quando Leone è arrivato in ospedale "era in ipotermia, con una temperatura corporea inferiore alla norma. I soccorritori del 118 di Areu sono intervenuti immediatamente, prestando le prime cure: il cordone ombelicale era strappato e la placenta si trovava nella busta di plastica insieme al piccolo. Considerando le drammatiche circostanze in cui è stato trovato - ha osservato Bertolaso -, le sue condizioni sono complessivamente buone. Ringrazio tutti coloro che sono intervenuti e che, fin dal primo momento, si stanno prendendo cura di lui".
Quello scelto per lui «è un nome che vuole essere innanzitutto un augurio di pronta ripresa per il Santo Padre, ma anche un auspicio per questo bambino. Ha già affrontato una situazione estremamente difficile e ha dimostrato di reagire. Gli auguriamo di trovare la forza e il coraggio necessari per affrontare le sfide che lo attendono e di poter crescere circondato dall’affetto e dalla cura di cui ogni bambino ha bisogno».
Al Niguarda sono arrivate molte offerte di donare vestiti, coperte e giocattoli e anche tante disponibilità all'adozione.
Bertolaso ha parlato di una «straordinaria partecipazione che dimostra la grande umanità delle persone e la capacità di mobilitarsi di fronte a una vicenda così delicata».
«Sono moltissimi anche coloro che hanno manifestato la disponibilità ad adottarlo. Naturalmente, però - ha sottolineato -, è necessario seguire le procedure previste dalla legge: la Procura è stata informata e sarà il Tribunale dei Minori, nei tempi e con le modalità stabilite, a occuparsi degli eventuali passaggi successivi». «Adesso - ha concluso Bertolaso - la priorità è che il bambino superi questa fase e possa lasciare la terapia intensiva neonatale».