Aggiungi La Sicilia come fonte preferita English Version Translated by Ai
13 ottobre 2026 - Aggiornato alle 20:39
Aggiungi La Sicilia come fonte preferita su Google
×

Il giornale di oggi

Leggi
☰

Politica internazionale

Schlein incontra Sarandon a Roma: Gaza al centro del dialogo prima di The Accompanist

Al Cinema Moderno un breve confronto sulla Palestina: il racconto della protesta a New York e il significato dell’impegno pubblico dell’attrice, premiata ad Alice nella città

13 Ottobre 2026, 20:12

20:21

Schlein incontra Sarandon a Roma: Gaza al centro del dialogo prima di The Accompanist

Elly Schlein incontra Susan Sarandon: "Il nostro impegno per Gaza continua"

Prima della proiezione, il racconto non riguarda il film ma un paio di manette. Al Cinema Moderno di Roma, Susan Sarandon incontra Elly Schlein e torna con la memoria alla protesta davanti alle Nazioni Unite, a New York. Bastano pochi minuti perché l’appuntamento cinematografico diventi anche un confronto sulla Palestina e sulla scelta di continuare a esporsi pubblicamente per Gaza.

Il colloquio si è svolto il 13 ottobre 2026, poco prima della proiezione di The Accompanist, il film di Zach Woods presentato ad Alice nella città. La segretaria del Partito democratico ha ringraziato Sarandon per il suo impegno; l’attrice ha ripercorso alcuni momenti della protesta newyorkese contro gli attacchi israeliani a Gaza. Il video pubblicato da HuffPost restituisce il tema centrale dell’incontro: la volontà di mantenere viva l’attenzione sulla Palestina.

Il racconto delle manette, senza perdere di vista Gaza

Nel resoconto dell’ANSA, Sarandon descrive con ironia la giovane età degli agenti intervenuti e la loro scarsa dimestichezza con le manette e con la compilazione dei documenti. Secondo il suo racconto, le procedure hanno richiesto circa sette ore. L’attrice ha spiegato anche che i partecipanti si erano preparati alla mobilitazione e avevano raggiunto la zona delle Nazioni Unite da direzioni diverse; durante l’iniziativa era stato bloccato il traffico. Sono dettagli della sua testimonianza, non una ricostruzione indipendente dell’operato della polizia.

L’arresto risale al 24 settembre 2026, durante le proteste a New York contro la presenza di Benjamin Netanyahu all’Assemblea generale dell’ONU. El País riferisce che Sarandon fu fermata insieme a circa un centinaio di persone, tra cui l’attrice Hannah Einbinder. Secondo la ricostruzione della testata, la polizia intervenne per il blocco non autorizzato di una strada vicina al Palazzo di Vetro; i manifestanti furono successivamente rilasciati dopo l’identificazione. La distinzione è importante: la protesta aveva una motivazione politica, mentre l’intervento degli agenti viene ricondotto alle modalità della mobilitazione. 

Schlein e il precedente della piazza unitaria

Nel dialogo romano Schlein ha ricordato la manifestazione organizzata l’anno precedente insieme alle altre forze di opposizione, in solidarietà con Gaza. Sarandon ha richiamato l’importanza del rispetto reciproco prima del saluto. Il confronto è rimasto breve: il resoconto disponibile documenta uno scambio sull’impegno pubblico delle due interlocutrici, senza indicare accordi, iniziative comuni o nuovi annunci politici. (

Il precedente è il corteo del 7 giugno 2025 a Roma, promosso da Pd, Movimento 5 Stelle e Alleanza Verdi e Sinistra. Schlein, Giuseppe Conte, Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni aprirono la manifestazione dietro uno striscione che chiedeva di fermare il massacro a Gaza e denunciava le complicità. Il percorso collegava piazza Vittorio a piazza San Giovanni. Il riferimento fatto all’attrice riguarda dunque una mobilitazione precisa, nella quale le principali forze dell’opposizione avevano scelto di presentarsi insieme.

In quella giornata Schlein aveva chiesto al governo italiano atti concreti, indicando anche il mancato rinnovo del memorandum di collaborazione militare con Israele. La piazza aveva avvicinato i partiti sul tema palestinese, pur senza cancellare le differenze tra loro. È questo il contesto politico del ringraziamento rivolto a Sarandon: una causa sostenuta attraverso la mobilitazione pubblica, oltre che nel confronto parlamentare. 

Il premio e il ritorno da protagonista

La presenza di Sarandon a Roma ha anche una ragione cinematografica precisa. L’attrice è ospite di Alice nella città, il festival dedicato alle nuove generazioni che si svolge parallelamente alla Festa del cinema, per accompagnare The Accompanist nel Concorso internazionale e ricevere il Womenland Award 2026, in occasione dell’apertura del Fuori Sala. L’appuntamento era stato annunciato il 22 settembre: la premiazione e la proiezione fanno parte del programma della sua partecipazione al festival.

Nelle motivazioni illustrate dagli organizzatori, il riconoscimento non riguarda soltanto la carriera. Valorizza l’autonomia nelle scelte artistiche e personali, la libertà di definire il proprio percorso e la disponibilità a cambiare. The Accompanist, esordio nel lungometraggio di Zach Woods, conosciuto anche per The Office e Silicon Valley, riporta Sarandon al centro della storia con un ruolo da protagonista. 

Nel film interpreta Sylvia, una donna alla quale viene affidata una bambina, Emily, dopo una grave crisi familiare. Il rapporto tra le due attraversa vulnerabilità e ferite condivise. Parlandone a Roma, Sarandon ha spiegato come il riconoscimento delle difficoltà altrui possa creare un legame. Nello stesso incontro con la stampa ha ribadito il senso del proprio attivismo: utilizzare la visibilità per richiamare l’attenzione su persone e questioni che faticano a trovare ascolto. È il punto che collega la giornata cinematografica al colloquio con Schlein: il premio celebra il suo percorso, mentre l’attrice continua a rivendicare uno spazio pubblico per le proprie battaglie.