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Salvini: «Verificheremo scorta a Saviano». E lui: «Ministro della malavita». La polemica è rovente

Duro scontro tra il capo del Viminale e il giornalista scrittore che lo aveva criticato per il suo atteggiamento sui migranti

Salvini: «Verificheremo scorta a Saviano». E lui: «Ministro della malavita». La polemica è rovente

E' polemica fra il ministro dell'Interno Matteo Salvini e Roberto Saviano, lo scrittore antimafia autore del romanzo Gomorra che da anni vive sotto scorta per le minacce dei clan e che ieri aveva attaccato il capo del Viminale sui migranti. Oggi Salvini ha parlato invece di Saviano facendo intendere che potrebbe anche essere revocata la sua scorta. «Saranno le istituzioni competenti a valutare se corra qualche rischio, anche perché mi pare che passi molto tempo all’estero. Valuteranno come si spendono i soldi degli italiani. Gli mando un bacione», ha detto il ministro  ad Agorà su Rai Tre. E poi ha rincarato la dose su Facebook. «Saviano? Figuratevi se mi interessa quello che fa Saviano, non sono io a decidere sulle scorte, ci sono organismi preposti. Continui a pontificare, lui è l’ultimo dei miei problemi» ha detto durante una diretta sul social network dal Viminale: «Io voglio combattere la mafia e la Camorra davvero» ha concluso.

Durissima la risposta di Saviano che su Twitter - allegando un video dal titolo "Le mafie minacciano. Salvini minaccia" -  scrive: «L'Italia è il Paese occidentale con più giornalisti sotto scorta perché ha le organizzazioni criminali più potenti del mondo, ma Matteo Salvini, ministro degli Interni, invece di contrastare le mafie, minaccia di ridurre al silenzio chi le racconta. #MinistrodellaMalavita».

E nel video il giornalista scrittore dice: «E secondo te, Salvini, io sono felice di vivere così da 11 anni? Da più di 11 anni. Ho la
scorta da quando ho 26 anni, ma pensi di minacciarmi, di  intimidirmi? In questi anni sono stato sotto una pressione enorme, la pressione del clan dei Casalesi, la pressione dei narcos messicani. Ho più paura a vivere così che a morire così. E quindi credi che io possa avere paura di te? Buffone». 

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