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Il bullo perseguita la sua amica e lui lo accoltella: cosa è successo nella scuola del Milanese

Redazione La Sicilia

08 Febbraio 2024, 12:36

carabinieri

Carabinieri

La sua intenzione sarebbe stata quella di proteggere una sua amica, per lui «quasi una sorella», da continui maltrattamenti e «molestie» che subiva da quel ragazzo, che si comportava come il «bullo della scuola», e per questo si è presentato fuori dall’istituto, per andare a prendere lei. E aveva portato con sé il coltello per difendersi.

Così stamani, interrogato dal gip di Milano, si è difeso il 18enne arrestato nel pomeriggio di due giorni fa per aver accoltellato ad una gamba un 15enne fuori da una scuola di formazione professionale a Pieve Emanuele, nel Milanese.

Il 18enne, in carcere a San Vittore e assistito dall’avvocatessa Samanta Barbaglia, ha raccontato che quell'amica, che lui frequentava così come il 15enne, sarebbe stata obiettivo continuo di maltrattamenti e «oppressione» da parte del ragazzo che la faceva anche «piangere». Dunque, lui voleva difenderla e al termine delle lezioni è andato a prenderla, come faceva «regolarmente». Poi, è scaturita la lite col 15enne («di persona non lo conoscevo nemmeno», ha detto l'arrestato) e il maggiorenne avrebbe sferrato quel fendente alla gamba.

Dalle indagini dei carabinieri e del pm Letizia Mocciaro è emerso che il 18enne, con precedenti per reati di droga e che aveva la misura dell’obbligo di firma, anche prima dell’aggressione avrebbe minacciato al telefono il ragazzino con frasi come «ammazzo te e tua madre».

Nelle prossime ore il giudice Alberto Carboni dovrà decidere sulla convalida e sulla misura cautelare. Il pm ha chiesto il carcere per lesioni aggravate dall’uso dell’arma, minacce gravi e porto del coltello.