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Tar del Lazio dà torto a Salvini: niente precettazione, sciopero trasporti confermato

Accolto il ricorso del sindacato Usb

Stefano Secondino

12 Dicembre 2024, 18:50

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Matteo Salvini

Schiaffo a Matteo Salvini alla vigilia dello sciopero generale di 24 ore indetto dai sindacati di base. Il Tar del Lazio ha sospeso la precettazione del ministro che aveva firmato l’ordinanza per ridurre a 4 ore l'astensione dal lavoro nel settore dei trasporti. Ma i giudici amministrativi hanno stabilito che le condizioni per precettare non ci sono.

«Per l’ennesimo venerdì di caos i cittadini potranno ringraziare un giudice», la reazione del vicepremier, che insiste sulla richiesta di cambiare la legge sullo sciopero: "La normativa va rivista insieme ai sindacati». Mentre l’Usb parla di «un attacco al diritto di sciopero che va fermato».
I maggiori disagi sono previsti in tutte le città per bus, metro e treni locali, e potrebbero colpire in particolare i pendolari, anche se la protesta è articolata in fasce di garanzia come previsto dalla legge. L’astensione dal lavoro riguarda anche i treni a lunga percorrenza e i trasporti marittimi, mentre esonerati sono i lavoratori del trasporto aereo. A Roma e in altre città in concomitanza con lo sciopero generale sono previste manifestazioni e cortei di lavoratori e studenti.

Il Tar del Lazio, dunque, con un decreto ha accolto la richiesta dell’Unione Sindacale di Base (Usb) di sospendere l'ordinanza di precettazione del 10 dicembre emessa dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Per il Tar «non emergono quelle ragioni che, in assenza della segnalazione della Commissione di garanzia, possano sorreggere la disposta precettazione». Secondo il Tribunale amministrativo «i richiamati disagi discendenti dallo sciopero appaiono riconducibili all’effetto fisiologico proprio di tale forma di astensione dal lavoro, nè emergono le motivazioni in base alle quali i disagi eccederebbero tale carattere, tenuto conto della vincolante presenza di fasce orarie di garanzia».

«Abbiamo fatto tutto il possibile per difendere il diritto alla mobilità degli italiani - ha reagito il ministro e vicepremier - Per l’ennesimo venerdì di caos e disagi, i cittadini potranno ringraziare un giudice del Tar del Lazio». In mattinata, prima della sentenza, Salvini aveva detto: «Non penso sia utile andare avanti di scontro in scontro, di precettazione in precettazione. Una normativa sullo sciopero va rivista insieme ai sindacati». L’Usb era subito insorta. «L'attacco al diritto di sciopero di Salvini - aveva dichiarato il sindacato - non si limita a ridurre lo sciopero generale indetto da Usb per il 13 dicembre. Ora propone di rivedere la legge sul diritto di sciopero. L’attacco non può essere sottovalutato. Va fermato». Dopo la sentenza, Francesco Staccioli, dell’esecutivo confederale di Usb, ha commentato: «Il pronunciamento delTar riteniamo che sia semplicemente un atto dovuto per la giustizia di questo Paese».

Intanto, alla vigilia dello sciopero generale, a incrociare le braccia sono state le imprese degli Ncc (noleggio con conducente), da Uber a Limolane a Transfeero. In 12 città hanno manifestato contro il decreto interministeriale Salvini-Piantedosi del 26 ottobre scorso che impone una pausa di 20 minuti fra le corse e la registrazione dei dati su un foglio di servizio elettronico. Francesco Artusa, dell’associazione di categoria Sistema Trasporti, si è rivolto direttamente alla premier: «Presidente Meloni, il suo governo non solo sta disturbando le nostre imprese, sta disturbando soprattutto i nostri clienti».
Ma i rivali degli Ncc, i tassisti, la pensano diversamente. "La normativa - ha dichiarato Claudio Giudici, presidente di Uritaxi - stabilisce che gli Ncc, in quanto servizio da rimessa, non possano acquisire un servizio su piazza come un taxi, ma debbano acquisirlo appunto dalla propria rimessa comunale. Invece, il Governo sta consentendo loro, di fatto, di poterlo acquisire anche su piazza, basta che sia decorso un tempo 'congruò dalla fine dell’ultimo servizio».