Chi era Fulco Pratesi, l'uomo innamorato follemente della natura
Aveva 91 anni, fondò il Wwf Italia
Chissà se Fulco Pratesi adesso incontrerà di nuovo quell'orsa e i suoi cuccioli che gli cambiarono la vita, 62 anni fa, nei boschi della Turchia. Il fondatore del Wwf Italia, uno dei padri dell’ambientalismo italiano, se è andato nella notte fra venerdì e sabato, in una clinica di Roma, all’età di 91 anni.
Se ne è andato, ma ci ha lasciato un patrimonio di leggi, libri, cultura, aree protette, associazionismo, che ha costruito in sessant'anni di lavoro. Come tutte le persone grandi, ci ha lasciati tutti più ricchi, più colti, più consapevoli.
Fulco Pratesi era nato a Roma nel 1934. Famiglia benestante, una laurea in architettura, una bella famiglia con quattro figli, uno studio avviato. La natura gli era sempre piaciuta, ma gli piaceva anche la caccia.
Poi, nel 1963 era successo qualcosa. Durante una battuta di caccia in una foresta della Turchia, aveva incrociato un’orsa con i suoi tre cuccioli. Quell'incontro era stato «folgorante», avrebbe raccontato. Quell'animale con i suoi piccoli gli aveva fatto capire che la natura andava difesa, non predata.
Così, nel 1966, insieme a pochi amici aveva fondato il Wwf Italia. La prima sede era stata nel suo studio di architetto. Da allora, non si era più fermato.
Fare l’elenco di tutto quello ha fatto è un’impresa. Ha creato oltre 100 oasi Wwf per difendere flora e fauna, ha contribuito a scrivere e far approvare la legge 157 sulla fauna e e la legge sui parchi del 1991. E’ stato parlamentare dei Verdi dal 1995 al 1997 e direttore della rivista Panda sin dalla fondazione. Soprattutto, la sua associazione ha insegnato la cultura ambientalista a generazioni di italiani.
«Ha rappresentato una sensibilità in un momento in cui quella sensibilità non era molto sentita, o non lo era dalla stragrande maggioranza degli italiani": così lo ha ricordato il ministro dell’Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto. Per il suo collega alla Cultura, Alessandro Giuli, l’Italia "perde un interprete autentico dell’articolo 9 della Costituzione».
La leader del Pd, Elly Schlein, ha commentato che Pratesi «a noi lascia il compito di difendere tutti i passi avanti e le conquiste faticosamente fatte finora». Per Giuseppe Conte è stato «un pioniere che ha anticipato traiettorie divenute oggi tappe imprescindibili per proteggere l’ambiente». «Il suo impegno resterà un esempio per tutti noi», ha detto Angelo Bonelli di Avs.
Per Michela Vittoria Brambilla, storica animalista di Forza Italia, «persone come lui non possono che essere un esempio per chi, come me e molte altre persone di buona volontà, si batte da una vita per proteggere i più deboli, gli animali, e l'habitat in cui vivono». Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia lo ricorda come «un maestro che ci ha indicato la strada per riscoprire la misura del nostro rapporto con la terra».
«Abbiamo perso un padre e una insostituibile fonte di saggezza», ha dichiarato il presidente del Wwf Italia, Antonio Di Tizio, aggiungendo che «il Wwf continuerà ogni giorno a onorare la sua memoria, perseguendo con convinzione i suoi stessi ideali». Cordoglio è venuto anche da Greenpeace e da Federparchi.
Per Enrico Giovannini dell’Asvis, Pratesi «ha svolto un ruolo trainante per diffondere la consapevolezza che ogni essere umano ha il diritto e il dovere di conoscere, amare e custodire la natura, di cui è parte integrante».