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Papa Francesco e il legame con la Sicilia: i suoi viaggi da Lampedusa a Palermo e Piazza Armerina

I due viaggi pastorali denso di significato: dalla tragedia dei naufragi nel Canale al martirio di Padre Puglisi

Carmelo Aurite

21 Aprile 2025, 11:26

papa ff

Papa Francesco ha da sempre dimostrato una particolare attenzione per le periferie, geografiche ed esistenziali, e tra queste la Sicilia ha avuto un posto speciale nel suo pontificato. La sua vicinanza all’isola si è manifestata in diversi modi, attraverso viaggi, gesti simbolici e relazioni personali con figure ecclesiastiche siciliane di rilievo.

Uno dei momenti più forti e simbolici del rapporto tra Papa Francesco e la Sicilia è stato il suo viaggio a Lampedusa, l’8 luglio 2013, pochi mesi dopo la sua elezione. In quell’occasione, Francesco scelse proprio l’isola siciliana come prima tappa del suo pontificato, per portare l’attenzione della Chiesa e del mondo sulla tragedia delle migrazioni nel Mediterraneo. Durante la Messa celebrata nell’isola, il Pontefice pronunciò un’omelia destinata a restare nella memoria collettiva: «Abbiamo perso il senso della responsabilità fraterna […] Chi di noi ha pianto per questi fratelli e sorelle?». Parole che hanno segnato un punto di svolta nell’approccio della Chiesa verso il dramma dei migranti, e che hanno reso Lampedusa simbolo di accoglienza e misericordia. Oltre a Lampedusa, Papa Francesco ha guardato con attenzione anche ad altre realtà siciliane, spesso toccate da difficoltà sociali, criminalità e povertà, ma anche custodi di una fede popolare viva e profonda. La Sicilia per il Papa rappresenta una terra di forti contrasti, ma anche di grandi potenzialità spirituali e umane.

Un altro segno tangibile di questo legame è rappresentato dalla figura di Monsignor Giuseppe Baturi, originario di Catania, già segretario generale della CEI e attuale arcivescovo di Cagliari. Papa Francesco ha mostrato grande stima per Mons. Baturi, coinvolgendolo spesso nei lavori della Chiesa italiana. La sua nomina a Cagliari ha rafforzato il ponte ideale tra Sicilia e Sardegna, due isole accomunate da profonde sfide e da una fede radicata. La sensibilità pastorale di Baturi e il suo approccio mite e riflessivo sono in piena sintonia con lo stile di Papa Francesco, fatto di ascolto, vicinanza e servizio.

Un altro gesto che ha commosso la comunità siciliana è stato la benedizione della statua della Madonna di Mompileri da parte del Papa a Roma. La venerata immagine mariana, proveniente da Mascalucia, è molto cara ai fedeli dell’Etna e rappresenta un importante punto di riferimento spirituale per l’intera zona etnea. La benedizione del Papa ha suggellato il legame tra il Santuario di Mompileri e il cuore della cristianità, rafforzando ancora una volta la vicinanza di Francesco al popolo siciliano.

Il legame tra Papa Francesco e la Sicilia non è solo fatto di eventi o parole, ma di una visione ecclesiale che vede nella comunità siciliana un laboratorio di fede e carità. La sua attenzione ai poveri, agli ultimi, ai giovani in cerca di speranza e ai migranti che arrivano sulle coste siciliane, è una chiamata a tutta la Chiesa dell’isola a non chiudersi ma a continuare a “uscire”, come lui stesso chiede. Il viaggio a Lampedusa, la collaborazione con vescovi siciliani come Mons. Baturi, e gesti simbolici come la benedizione della Madonna di Mompileri, sono tappe di un cammino che unisce Roma alla Sicilia con un filo fatto di fede e misericordia. Un legame che, come le radici più profonde, resiste al tempo e continua a portare frutti.

https://youtu.be/Er_7bsu42iA?si=IF4WQwjDVjfRDJ9Z

Il viaggio a Lampedusa

Lampedusa – 8 luglio 2013
Prima visita apostolica del pontificato, scelta fortemente simbolica. Francesco visitò l’isola per incontrare migranti e rendere omaggio alle vittime dei naufragi nel Mediterraneo. Celebrò la Messa e gettò in mare una corona di fiori in memoria dei morti.

Viaggio a Palermo e Piazza Armerina

Palermo e Piazza Armerina – 15 settembre 2018

Viaggio in occasione del 25° anniversario del martirio del Beato don Pino Puglisi, ucciso dalla mafia nel 1993.

A Piazza Armerina, in provincia di Enna, incontrò i fedeli in una piazza gremita, parlando apertamente di povertà, corruzione, disoccupazione e speranza.

A Palermo, celebrò la Messa al Foro Italico, pranzò con i poveri e visitò il luogo del martirio di don Puglisi nel quartiere Brancaccio, dove pregò davanti alla sua casa.