Garlasco, soldi offerti ad ex procuratore di Pavia per scagionare Sempio
Dall'alba perquisizioni in casa del magistrato e di alcuni parenti di Andrea Sempio
La Procura di Brescia ha iscritto nel registro degli indagati l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti per corruzione in atti giudiziari nell’inchiesta di Garlasco. Per la pm Claudia Moregola e il procuratore capo Francesco Prete il magistrato sarebbe stato corrotto per scagionare Andrea Sempio.
I militari della Gdf pavese hanno perquisito le abitazioni di Venditti, che per due volte archiviò Sempio, e la casa dei genitori e degli zii dello stesso Sempio. Nove le persone raggiunte dal decreto di perquisizione. All’ex procuratore sarebbe «stata proposta o comunque ipotizzata la corresponsione
di una somma di denaro».
Secondo la Procura di Brescia «le indagini condotte nel 2017 a carico di Andrea Sempio sono state
caratterizzate da una serie di anomalie, tra cui l’omissione, da parte della pg incaricata delle indagini della trasmissione di alcuni passaggi rilevanti delle intercettazioni ambientali». Sarebbero emersi «alcuni contatti opachi» con personale della sezione di pg, «e la breve durata dell’interrogatorio di Andrea
Le perquisizioni in corso, su mandato della Procura di Brescia, nascono da un’inchiesta che riguarda l’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti indagato per corruzione in atti giudiziari. Nel decreto di perquisizione si legge che “da alcuni appunti manoscritti” sequestrati il 14 maggio scorso nell’abitazione dei genitori di Andrea Sempio “emergerebbe che agli inizi del mese di febbraio 2017” e dunque in concomitanza con le indagini allora affidate a Venditti “fosse stata proposta o comunque ipotizzata la corresponsione al procuratore aggiunto Mario Venditti di una somma di denaro correlata alla archiviazione del procedimento, come ricavabile dalla scritta "Venditti gip archivia X 20-30 euro", archiviazione richiesta da Venditti in data 15 marzo 2017 e accolta dal gip di Pavia in data 23 marzo 2017.
Secondo gli inquirenti quell'appunto potrebbe essere stato scritto da Giuseppe Sempio, padre dell’indagato.