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Coronavirus, altri di morti in Lombardia: l'identikit delle vittime

Italia

Coronavirus, altri due morti in Lombardia: l'identikit delle vittime

Di Redazione

ROMA  - È quella degli anziani la fascia di popolazione più fragile in Italia rispetto alla Covid-19. Quattordici le vittime, secondo l’ultimo bilancio (ma si aspetta l'esito finale delle analisi dell'Istituto superiore di Sanità), con altri due morti in Lombardia. Tutti avanti con l’età e con patologie pregresse. Mentre dall’influenza «possiamo proteggerli con il vaccino» non essendoci il vaccino per il Coronavirus «c'è la mortalità». «L'unica maniera per proteggerli è circoscrivere i focolai come si sta facendo».

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Il direttore del dipartimento malattie infettive dell’Istituto Superiore di Sanità ha spiegato: «In Italia c'è una popolazione anziana e si spiegano così i tassi di mortalità del 2-3 per cento. Gli anziani sono più fragili, lo vediamo con l'influenza», ha detto.

Da parte dell’Organizzazione mondiale della Sanità il calcolo della percentuale del rischio di morte se infettati da Covid-19 evidenzia che al primo posto con il 14,8% di rischio c'è la fascia degli ultraottantenni, percentuale che scende all’8% tra i 70 e i 79 anni per poi crollare, sempre come percentuale di rischio di mortalità, al 3,6% tra i 60 e i 69 anni, all’1,3% tra i 50 e i 59 anni per arrivare a zero vittime nella fascia tra 0 e 9 anni.

Secondo il maggiore studio epidemiologico realizzato su oltre 44 mila casi di nuovo coronavirus nella Repubblica popolare, pubblicato dal Chinese Journal of Epidemiology, il numero più alto di decessi per Covid-19 c'è stato tra persone con più di 80 anni. E dai geriatri italiani arrivano le raccomandazioni.

«Nell’anziano l’infezione da Covid-19 può essere più aggressiva, come per altre infezioni virali, perché la senescenza del sistema immunitario e le malattie croniche espongono gli individui in età avanzata a un rischio non di maggior contagio ma di sviluppare un’infezione decisamente più grave», spiega Raffaele Antonelli Incalzi, presidente della Società Italiana di Gerontologia e Geriatria (Sigg).

I consigli sono di non esporsi al freddo, che facilita la diffusione del virus, e di essere attenti ai sintomi per valutarli «con razionalità e senza paura». Febbre, astenia con eventuali dolori muscolari e - meno - tosse secca sono i sintomi classici. «L'impronta prettamente respiratoria (affanno e tosse con catarro) non è comune all’esordio, lo diviene tardivamente».
Tra i segni comuni non solo l’età avanzata delle vittime italiane per coronavirus ma anche importanti patologie pregresse, in alcuni casi con un quadro clinico già compromesso.

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