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Governo, Draghi apre le consultazioni: tante aperture da Di Maio a Berlusconi

Italia

Governo Draghi, via alle consultazioni: tante aperture, da Di Maio a Berlusconi

Di Yasmin Inangiray

ROMA - Nel giorno in cui il presidente incaricato Mario Draghi apre le consultazioni delle forze politiche per provare a costruire il suo governo, Luigi Di Maio rompe gli indugi e invia un segnale distensivo, dopo le tensioni e le resistenze all’interno del M5s: «Non abbiamo cercato noi lo stallo, ma è proprio in queste precise circostanze che una forza politica si mostra matura agli occhi del Paese. In questa fragile cornice, il Movimento a mio avviso ha il dovere di partecipare, ascoltare e di assumere poi una posizione sulla base di quello che i parlamentari decideranno. Siamo la prima forza politica in Parlamento - spiega - ed il rispetto istituzionale viene prima di tutto».

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Anche Silvio Berlusconi torna a parlare e promuove ufficialmente l’indicazione data da Sergio Mattarella. «La scelta del Presidente della Repubblica - dice il Cavaliere - va nella direzione che abbiamo indicato da settimane: una personalità di alto profilo istituzionale attorno alla quale si possa tentare di realizzare l’unità sostanziale delle migliori energie del Paese».

Parole accolte da un applauso nel corso dell’assemblea del gruppo azzurro a Montecitorio. Un segnale che dimostra come in Fi il sostegno a Draghi sia prevalente. Il leader di Forza Italia invia all’ex governatore una richiesta, però: «Ho parlato di governo dei migliori ed è ovvio attendersi una squadra di governo di profilo adeguato».

L’ex premier non rinuncia in ogni caso a cercare di difendere l’unità della coalizione: «Continueremo a confrontarci con gli altri leader di centrodestra, convinti dell’importanza di preservare l'alleanza». La Lega intanto fa sapere di essere «disponibile e interessata a discutere di tasse, grandi opere, difesa dei confini, aiuti concreti per famiglie e imprese» ma senza "insulti» e senza «una riedizione del governo Conte con gli stessi ministri e un premier diverso».

Intanto il leader IV Matteo Renzi si dice certo che «Draghi la prossima settimana avrà la fiducia».

E decisivo, per ricompattare un Movimento 5 Stelle profondamente diviso, potrebbe essere l’endorsment di Conte fatto questa mattina a un governo guidato dall’ex numero 1 della Bce: «In queste ore qualcuno mi descrive come un ostacolo alla formazione del nuovo governo, evidentemente non mi conosce o è in malafede: i sabotatori vanno cercati altrove. Ho sempre lavorato e lavorerò per il bene del paese e perché si possa formare un nuovo governo per risolvere le urgenze sul piano sanitario, economico e sociale», le parole di Conte, che tuttavia auspica la nascita di un governo politico e non tecnico.

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