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Il 25 aprile, la Liberazione e la pandemia: ora come allora, unità per uscire dalla crisi

Di Redazione

ROMA - E’ il momento di saper ritrovare una spinta comune per ricostruire l’Italia così come avvenne nel dopoguerra, ritrovando le radici morali e recuperando la spinta propulsiva che si manifestò allora in Italia. Sergio Mattarella, dopo un meditato silenzio dalla nascita del governo Draghi, fa di nuovo sentire la sua voce super partes richiamando politica e cittadini ad una piena comprensione dell’emergenza pandemica e della crisi sociale ed economica. E lo fa alla vigilia della festa della Liberazione volando alto, senza entrare nelle dinamiche politiche, ma consapevole che sulla graduale uscita dalle restrizioni Covid e la buona impostazione del piano Recovery l’Italia si gioca in pochi mesi il proprio futuro.

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«Rinascita, unità, coesione, riconciliazione nella nuova Costituzione Repubblicana furono i sentimenti che guidarono la ricostruzione nel dopoguerra e che ci guidano oggi verso il superamento della crisi determinata dalla pandemia che, oltre a colpirci con la perdita di tanti affetti, mette a dura prova la vita economica e sociale del Paese», premette il presidente della Repubblica in un messaggio inviato , in occasione del 76° anniversario della Liberazione, alle Associazioni Combattentistiche e d’Arma. Ma lo spunto del passato viene quantomai attualizzato dal capo dello Stato: «Ora più che mai è necessario rimanere uniti in uno sforzo congiunto che ci permetta di rendere sempre più forti e riaffermare i valori e gli ideali che sono alla base del nostro vivere civile, quel filo conduttore che, dal Risorgimento alla Resistenza, ha portato alla rinascita dell’Italia».

Alla vigilia delle tante manifestazioni ufficiali di oggi, alle quali prenderà parte anche il premier Mario Draghi, il presidente Mattarella ha voluto essere chiaro nel ricordo, quasi ad anticipare i refoli negazionisti che ormai da anni si manifestano intorno alla lotta di liberazione dal nazi-fascismo: «Dobbiamo ricordare il sacrificio di migliaia di connazionali che hanno lottato nelle fila della Resistenza e combattuto nelle truppe del Corpo Italiano di Liberazione, di quanti - ha sottolineato - furono deportati, internati, sterminati nei campi di concentramento e delle donne e degli uomini di ogni ceto ed estrazione che non hanno fatto mancare il loro sostegno, pagando spesso duramente la loro scelta».

Anche quest’anno, per la seconda volta, le celebrazioni per la Festa della Liberazione saranno inevitabilmente condizionate dalla pandemia. L’Anpi ha organizzato due iniziative nazionali nel «pieno rispetto delle norme anti-Covid». L’associazione invita «le cittadine e i cittadini a deporre un fiore, alle ore 16, sotto le targhe delle vie e delle piazze dedicate ad antifasciste/i e partigiane/i». Si raccomanda che non ci siano più di due le persone a compiere il gesto simbolico, possibilmente un giovane e un adulto.

«In questo modo il 25 aprile il Paese si ritroverà riunito intorno a quella straordinaria stagione di lotta per la libertà e la democrazia» sottolinea l’Anpi spiegando: «Un fiore che diverrà una luce accesa sul sacrificio di tante donne e uomini da cui sono nate la Repubblica e la Costituzione».

Accanto alle «Strade di liberazione» ci sarà una «Staffetta» in streaming sulla pagina Facebook dell’Associazione a partire dalle 10.15 con tanti ospiti tra cui Gianfranco Pagliarulo, Dacia Maraini, Giuliano Montaldo, Eugenio Finardi, Laura Gnocchi, Gad Lerner, Francesco Filippi, Chiara Colombini, Marta Cuscunà. Anche a Casa Cervi, uno dei luoghi dal più alto valore simbolico della Resistenza Italiana, nella pianura reggiana, a Gattatico, ci sarà una lunga diretta streaming dalle 11 alle 19. Fra gli ospiti il presidente del Consiglio Mario Draghi che invierà un videomessaggio.

La casa dove abitavano i sette fratelli partigiani uccisi dai nazifascisti nel 1943 è diventata un centro di documentazione e il 25 aprile è meta di moltissime persone. Come avvenne l’anno scorso, tuttavia, l’iniziativa si trasferisce totalmente sul web. Fra gli ospiti già annunciati ci sono don Luigi Ciotti, Vauro, Diego Bianchi, la vicepresidente della Regione Emilia-Romagna Elly Schlein.

Accanto alle celebrazioni istituzionali, con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella che si recherà prima all’altare della patria e il presidente del consiglio Mario Draghi andrà al Museo della Liberazione di via Tasso a Roma, ci saranno comunque domani alcuni presidi. A Milano alle 15 è stato promosso dal Comitato Permanente Antifascista un presidio in piazza Castello mentre il Museo Nazionale della Resistenza apre online.

La vigilia è stata anche segnata da episodi matrice neofascista: svastiche e croci celtiche sono apparse sui muri di Marsala, nell’avellinese è apparsa la scritta Dux su un murales dedicato alla senatrice a vita ed ex deportata Liliana Segre mentre a Genova su alcune bandiere dell’Anpi sono state vergate delle svastiche.

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