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il caso

La torre del castello del '500 si sbriciola poco prima dell'apertura al pubblico: il video choc in Spagna

Cede la torre albarrana del castello di Escalona: piogge e infiltrazioni sospettate, visite sospese e aperta un'inchiesta

14 Marzo 2026, 19:06

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La torre del castello del '500 si sbriciola poco prima dell'apertura al pubblico: il video choc in Spagna

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La storica torre “albarrana” del castello di Escalona, risalente al XV secolo, si è sbriciolata, rovesciandosi in pochi istanti verso l’area di sosta sottostante e sollevando una densa nube di polvere.

Il bilancio, per fortuna, non conta feriti; si registrano soltanto lievi danneggiamenti a alcune auto parcheggiate.

La tragedia è stata evitata per una manciata di minuti. Filmati girati dai presenti mostrano l’iniziale distacco di calcinacci, seguito dal collasso completo della struttura poco prima dell’orario di apertura al pubblico.

Secondo fonti locali, per la giornata erano previste visite per qualche centinaio di persone.

Poteva essere una tragedia se fosse successo mezz’ora dopo”, ha dichiarato a caldo il sindaco, Álvaro Gutiérrez, sottolineando come il tempismo abbia evitato conseguenze ben più gravi.

Sulle cause del cedimento, l’ipotesi principale avanzata dal primo cittadino riguarda l’accumulo di acqua all’interno della torre, conseguenza delle precipitazioni intense dei giorni precedenti.

La Castiglia-La Mancia ha attraversato fasi di piogge particolarmente abbondanti tra il 2025 e l’inizio del 2026; proprio a Escalona, nel marzo 2025, una piena costrinse decine di residenti a lasciare temporaneamente le proprie case.

In complessi difensivi di epoca medievale, l’infiltrazione di pioggia nei paramenti storici può indebolire i leganti antichi e saturare i suoli di fondazione, aggravando criticità e cavità già presenti.

La perdita di questo elemento non rappresenta solo un danno paesaggistico: incide sugli assetti statici e sulla comprensione storica del perimetro difensivo.

Le torri “albarrane” sono tipiche delle fortificazioni iberiche medievali: distaccate dal corpo principale delle mura, ma collegate tramite ponti o archi, consentivano un controllo avanzato e una difesa in profondità.

Il castello, classificato come Bene di Interesse Culturale (BIC), era stato acquistato dal Comune di Escalona nell’ottobre 2024 per circa 850.000 euro, divenendo perno di una strategia turistica ed economica che, dall’aprile 2025, puntava ad attivare ricettività, ristorazione e artigianato locali.

L’area è stata immediatamente transennata e tutte le visite sono state sospese, con inevitabili ripercussioni sui flussi turistici.

Sul posto operano la Guardia Civil e i tecnici comunali per accertare le cause del cedimento.

Nel frattempo, il gruppo del Partito Popolare (PP) ha chiesto formalmente l’apertura di un’inchiesta per chiarire eventuali responsabilità.

Il crollo di Escalona solleva interrogativi non eludibili e appare destinato a diventare un caso di studio sul difficile equilibrio tra valorizzazione dei beni storici, misure preventive e crescente necessità di resilienza climatica a tutela del patrimonio.