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29 marzo 2026 - Aggiornato alle 21:05
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Moto 2

Il freno non va e la moto di Ferrández diventa un missile: il video della tragedia sfiorata ad Austin

Bandiera rossa al Gran Premio degli Stati Uniti. La Boscoscuro dello spagnolo diventa un proiettile impazzito alla prima grande staccata: Salač e altri cinque a terra.

29 Marzo 2026, 20:59

21:00

Il freno non va e  la moto di Ferrández diventa un missile: il video della tragedia sfiorata ad Austin

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Paura a 300 all’ora al Circuit of The Americas di Austin, Texas. Quello che doveva essere il terzo, appassionante appuntamento del Motomondiale 2026 si è trasformato, pochi istanti dopo il via della Moto2, in un incubo a cielo aperto. Sette piloti coinvolti, moto sbriciolate e bandiera rossa esposta immediatamente per bloccare una carambola spaventosa.

Dal fumo e dai detriti della staccata, però, è arrivata la notizia più importante della domenica: tutti i protagonisti del violento incidente sono rimasti coscienti. La dinamica gela il sangue.

Dalle retrovie del gruppo, lanciato verso una delle frenate più insidiose del tracciato, è piombato a velocità siderale Alberto Ferrández. Lo spagnolo, in sella alla Boscoscuro, è apparso come un vero e proprio “missile” privo di controllo.

Le immagini on-board sono inequivocabili: la moto sobbalza, il retrotreno si alleggerisce in modo anomalo, il carico non si trasferisce e la decelerazione non avviene. Il sospetto, gravissimo e ora al vaglio della Direzione Gara, è quello di un improvviso guasto al freno posteriore che ha trasformato il mezzo in un proiettile incontrollabile.

Senza possibilità di rallentare, Ferrández ha centrato in pieno il malcapitato Filip Salač, innescando un drammatico effetto domino. L’impatto frontale ha proiettato con violenza la moto del ceco contro Ángel Piqueras, colpito duramente alla schiena nella fase successiva della carambola.

Alle loro spalle è esploso il caos: nel tentativo disperato di evitare colleghi e rottami sull’asfalto, sono finiti a terra anche Sergio García, David Alonso, David Muñoz e Collin Veijer. In un battito di ciglia, l’adrenalina della partenza ha lasciato spazio alla gestione dell’emergenza.

Il protocollo di sicurezza ha funzionato in modo esemplare. Mentre la medical car entrava in pista e lo stadio texano si ammutoliva, il primo sospiro di sollievo è arrivato dai piloti stessi, capaci di muoversi e rialzarsi con l’aiuto dei commissari.

I controlli al Centro Medico si sono concentrati subito su Piqueras, per il brutto colpo alla schiena, con l’obiettivo di escludere complicazioni oltre alle inevitabili contusioni.

Se davvero si è trattato di un guasto — ipotesi avvalorata dall’innaturale alleggerimento del retrotreno della moto di Ferrández — sarà la verifica tecnica ad accertarlo definitivamente. Mentre la Direzione Gara preparava la ripartenza accorciata del Gran Premio degli Stati Uniti, il paddock ha potuto tirare un profondo respiro.