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Terrore al Cenacolo: suora aggredita alle spalle, il video shock fa il giro del web

Le telecamere incastrano un 36enne a Gerusalemme. L'Europa insorge: da Parigi a Roma unanime la condanna per la "crescente ostilità" contro i cristiani

02 Maggio 2026, 18:20

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Terrore al Cenacolo: suora aggredita alle spalle, il video shock fa il giro del web

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Gerusalemme, ore 17:45 circa. Nei pressi del Cenacolo, una suora percorre a passo svelto una via pedonale, apparentemente serena.

All’improvviso un uomo sopraggiunge di corsa alle sue spalle e la spinge con violenza a due mani, facendola rovinare contro un blocchetto di cemento. L’aggressore si allontana inizialmente senza fretta, poi si volta di scatto, ritorna verso la vittima — rimasta a terra, dolorante — e le sferta un violento calcio a una gamba, gridandole qualcosa. Subito dopo ingaggia anche una breve colluttazione con un passante, che sembra intervenire per fermarlo.

La brutale aggressione, avvenuta martedì scorso ai danni di una religiosa francese di 48 anni, ha suscitato un’ondata di indignazione, amplificata dalla diffusione online delle immagini riprese da una telecamera di sicurezza e rese pubbliche dalla polizia israeliana.

La monaca è stata dimessa senza lesioni gravi, fatta eccezione per una forte contusione alla testa, ma risulta fortemente traumatizzata, ha riferito padre Olivier Poquillon, domenicano e direttore della Scuola Biblica e Archeologica di Gerusalemme, presso la quale la donna svolge attività di ricerca.

Da diverse capitali europee — tra cui Parigi, Roma e Madrid — si sono levati moniti per la “crescente ostilità” nei confronti dei cristiani in Medio Oriente.

La polizia israeliana ha reso noto di aver arrestato la sera successiva il presunto responsabile, un 36enne la cui identità non è stata divulgata, con l’accusa di “aggressione motivata da razzismo”.

Il ministero degli Esteri israeliano ha precisato che “è stata aperta un’indagine” e che il sospettato “rimane in custodia cautelare”, assicurando il “massimo impegno per salvaguardare la libertà di religione e di culto” in un Paese fondato su “valori di rispetto e convivenza”.

Sulla vicenda è intervenuto il ministro degli Esteri italiano, Antonio Tajani, esprimendo preoccupazione per episodi in aumento “nei confronti della comunità cristiana in Israele, a Gaza, in Cisgiordania e nel Sud del Libano” e chiedendo “al Governo israeliano di garantire la libertà religiosa”.

Analogo l’appello del suo omologo francese, Jean‑Noël Barrot, che, oltre a manifestare “sostegno” alla connazionale, ha invocato una “sanzione esemplare” per l’aggressore.

Secondo il Religious Freedom Data Center, citato dal Guardian, nei primi tre mesi del 2026 in Israele si sono registrati almeno 31 episodi di aggressività o violenza contro cristiani.

Un trend confermato da monsignor William Shomali, vicario generale del Patriarcato Latino, secondo il quale il fenomeno è “frutto dell’azione di un piccolo gruppo ideologico pieno d’odio”, alimentato da “razzismo religioso e un’educazione impropria”.

Le immagini di sorveglianza diffuse in queste ore riaccendono così i timori legati al radicamento del razzismo religioso nei luoghi santi.