il caso
Il misterioso boato di Boston ha una spiegazione: l'asteroide che ha spaventato l'America finisce in mare
Vetri tremanti e muri vibranti per il passaggio di un bolide a folle velocità. Le testimonianze corrono veloci dal Delaware a Montréal, ma la caccia al meteorite si ferma all'oceano
Nel primo pomeriggio di sabato 30 maggio 2026, un fragore improvviso ha fatto vibrare vetri e pareti in l’ampia area del New England, dal Massachusetts al Rhode Island.
Attorno alle 14:11, molti residenti hanno udito un colpo secco — paragonato alla caduta di un oggetto gigantesco o a un tuono fuori stagione — accompagnato da oscillazioni del suolo del tutto simili a una scossa tellurica.
WOW! Another video of the “explosion” in the Boston area really captures how LOUD the boom was
— Nick Sortor (@nicksortor) May 30, 2026
It’s looking like the cause was a “significant” meteor crashing through the atmosphere and burning up, as indicated by heat signatures via satellite, per @NStewWX
This has not yet… pic.twitter.com/qYhdxN0yDc
Il timore iniziale ha spinto centinaia di persone a inviare segnalazioni tramite “Did You Feel It?”, ma l’ipotesi del terremoto è stata rapidamente scartata: i sismografi dell’U.S. Geological Survey (USGS) non hanno registrato alcun segnale.
Come ricordano gli esperti dell’USGS, sorgenti atmosferiche ad altissima velocità possono generare onde di pressione capaci di trarre in inganno i nostri sensi, producendo un effetto indistinguibile da un tremore sotterraneo.
Il responsabile, dunque, non veniva dal sottosuolo, bensì dallo spazio.
La soluzione dell’enigma è arrivata grazie alla sinergia tra meteorologia e astronomia d’emergenza. I satelliti della serie GOES-R del NOAA e del National Weather Service, dotati dello strumento Geostationary Lightning Mapper (GLM), hanno rilevato un “flash” ottico anomalo a est di Boston, sopra la baia di Cape Cod.
Il GLM, progettato per mappare i fulmini dei temporali con 500 immagini al secondo, ha in realtà immortalato l’esplosione di un bolide: un meteoroide divenuto straordinariamente luminoso durante il suo ingresso distruttivo nell’atmosfera terrestre.
Secondo Robert Lunsford della American Meteor Society, il frammento cosmico aveva un diametro di circa un metro (circa 3 piedi), dimensione sufficiente a innescare il potente sonic boom — l’onda d’urto — che ha investito la costa orientale.
L’evento è stato segnalato a catena dal Delaware fino a Montréal.
Quanto a possibili ritrovamenti, Lunsford invita alla prudenza: è altamente probabile che il corpo celeste si sia disintegrato completamente in quota e che gli eventuali, rarissimi residui siano precipitati nell’oceano Atlantico.