gli usa di oggi
"O sei corrotta o sei stupida": l'ira di Trump in diretta TV (che lascia lo studio)
Il tycoon abbandona l'intervista alla NBC messo alle strette dalla giornalista Kristen Welker sulle bufale delle elezioni truccate
Quando i fatti latitano e le argomentazioni scricchiolano, Donald Trump torna al suo copione più prevedibile: l’attacco personale. È quanto accaduto durante l’intervista concessa a Meet the Press della NBC (non CNBC, ndr), condotta dalla giornalista Kristen Welker. Messo alle strette sulla spinosa questione delle presunte frodi elettorali, il tycoon ha perso la calma, chiudendo il colloquio con una raffica di insulti. «O sei corrotta o sei stupida, chiudiamola qui»
OMG. President Trump CUTS OFF and WALKS OUT of a Kristen Welker interview
— Eric Daugherty (@EricLDaugh) June 7, 2026
He looks her in the eyes and tells her SHE'S A LIAR, then storms off!
"The elections are like a 3rd world country. YOU'RE CROOKED...let's call it QUITS. I've HAD ENOUGH."
WELKER: Please, I traveled… pic.twitter.com/dO37B7WPRS
Il punto di rottura è arrivato quando Welker gli ha chiesto prove tangibili a sostegno delle sue reiterate affermazioni di brogli. Di fronte alla risposta dell’ex presidente, secondo cui le elezioni sarebbero state «sporche» e che «basta solo guardare» per capirlo, la conduttrice ha replicato con fermezza: «Ma questa non è una prova».
Incapace di esibire riscontri oggettivi, Trump ha dirottato subito l’attenzione dall’argomento all’interlocutrice, definendo la stampa e l’intero programma «corrotti» (crooked). Alla sobria replica di Welker («Ad essere onesti, io non sono corrotta»), l’ex presidente ha sferrato l’affondo: «Davvero? Beh, allora fai il loro gioco. O sei corrotta o sei stupida». Pochi istanti dopo ha interrotto unilateralmente l’intervista: «Sei un network corrotto e di parte. Scusa. Chiudiamola qui perché ne ho abbastanza».
Uno schema consolidato contro la stampa (e spesso contro le donne)
L’uscita di scena dagli studi della NBC non è un episodio isolato, ma l’ennesima conferma di una precisa tattica comunicativa. Da anni Trump bolla i giornalisti come «feccia», «spazzatura», «disonesti» o «finti» ogni volta che i resoconti non lo favoriscono o smentiscono le sue narrazioni.
Invece di entrare nel merito delle domande — che riguardino politiche, vicende giudiziarie o risultati elettorali — preferisce l’attacco ad hominem, liquidando i quesiti come «stupidi» o «cattivi».
Anche più preoccupante è la durezza riservata con maggiore frequenza alle croniste. Nel tempo ha insultato diverse reporter, arrivando a chiedere a una corrispondente dalla Casa Bianca: «Sei stupida? Sei una persona stupida?» e a bollare il lavoro di una firma del New York Times come opera di una «giornalista di terza categoria, brutta sia dentro che fuori».
Il caso Welker dimostra che, di fronte a un fact-checking rigoroso e all’assenza di compiacenza, per Trump aggressività e delegittimazione restano le armi predilette per sottrarsi al confronto con la realtà dei fatti.