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tradizione

Pamplona, 57 feriti nell'"encierro" di San Firmino e cinque sono stranieri

L’imprudenza di chi arriva dall'estero aggrava il bilancio della festa trasformando la corsa dei tori in un caos imprevedibile

14 Luglio 2026, 13:59

14:00

Pamplona, 57 feriti nell'"encierro" di San Firmino e cinque sono stranieri

L’edizione 2026 dei Sanfermines si è conclusa ribadendo una regola non scritta ma implacabile: l’encierro non è un’attrazione come le altre e l’inesperienza si paga cara. Allo scoccare della mezzanotte, la città volta pagina e arriva il bilancio definitivo: 57 feriti in otto corse.

Una cifra che racconta il costo umano di un ingranaggio urbano e simbolico capace di richiamare migliaia di corridori da ogni parte del mondo. Quest’anno, l’attenzione del bollettino sanitario si concentra inevitabilmente sulla componente internazionale dei feriti.

Tra i 57 ricoverati figurano infatti cinque stranieri: due britannici, un australiano, un americano e un tedesco. Per quest’ultimo l’impatto con il rito secolare è stato particolarmente duro: ha subito una cornata al braccio sinistro.

La presenza di turisti in cerca di adrenalina è ormai strutturale alla festa, ma rappresenta anche una delle principali variabili di rischio. Come sottolineano gli addetti ai lavori, a pesare è soprattutto l’inesperienza di chi arriva da fuori: molti si inseriscono nella corsa ignorando le complesse dinamiche del tracciato e i rigorosi “codici” di comportamento che i veterani conoscono a menadito.

Sui 848,6 metri di selciato, tra curve strette e transenne, basta un attimo di esitazione per trasformare l’itinerario in un pronto soccorso a cielo aperto. Il panico e la scarsa familiarità con le traiettorie dei tori provocano spesso il cosiddetto “effetto domino”: un principiante inciampa e, nella caduta, trascina a terra altri partecipanti. È il meccanismo alla base della maggior parte dei traumi, lussazioni e schiacciamenti registrati anche durante l’ultima corsa del 14 luglio 2026.

L’ottavo encierro, con i temuti tori della ganadería Jandilla, è durato 2 minuti e 25 secondi e ha mostrato con evidenza quanto il rischio resti indomabile. In appena 145 secondi si sono contati dieci feriti, tra cui due incornati in modo grave – un diciottenne e un quarantaseienne spagnoli – colpiti in tratti insidiosi del percorso dove i tori tendono a rallentare o a scivolare.

Pamplona dispone di un apparato di sicurezza e soccorso sempre più evoluto, ma nessuna misura può neutralizzare del tutto il pericolo di un evento in cui animali da mezza tonnellata corrono ad alta velocità in spazi ristretti. San Fermín resta uno spettacolo di risonanza internazionale e, al tempo stesso, un caposaldo dell’identità locale; per i turisti dell’adrenalina, tuttavia, il fascino del rischio si è tradotto, ancora una volta, in una dolorosa lezione di realtà.