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la guerra

Il drone russo a caccia di civili a Kherson: il video documenta la crudeltà del "safari"

04 Agosto 2026, 19:53

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Il drone russo a caccia di civili a Kherson: il video documenta la crudeltà del "safari"

Il 4 agosto 2026 un nuovo video ha riacceso l’attenzione internazionale su una tattica brutale e sistematica adottata nell’area di Kherson: i cosiddetti “safari umani” condotti con droni russi FPV contro la popolazione civile.

Le immagini, diffuse dalle autorità ucraine, mostrano un velivolo senza pilota inseguire deliberatamente un uomo intento a vendere verdure in un mercato del centro cittadino. L’apparecchio ha sorvolato a lungo il venditore ambulante e il suo mezzo, mentre l’uomo tentava disperatamente di fuggire. Infine il dispositivo è esploso a ridosso del bersaglio.

La vittima, 52 anni, era arrivata in città quella stessa mattina insieme alla moglie per commerciare i propri prodotti agricoli. Ha riportato ferite da schegge, lesioni da esplosione e una commozione cerebrale; le sue condizioni non sono considerate critiche. La consorte è riuscita a mettersi in salvo senza riportare danni.

Sul caso è intervenuto con fermezza il presidente ucraino Volodymyr Zelenskyy, che ha definito l’episodio l’ennesima prova di una condotta pianificata e reiterata. “Un drone russo ha deliberatamente cacciato un uomo che vendeva verdure e si è fatto esplodere accanto a lui. I russi stessi hanno ammesso il crimine, senza alcun pentimento, anzi vantandosi di tormentare la gente”, ha affermato Zelenskyy, sottolineando come i civili di Kherson siano costretti ad affrontare quotidianamente queste “cacce”.

Kherson, situata sulla riva destra del fiume Dnipro, da mesi si trova nel raggio d’azione delle postazioni russe posizionate sulla sponda opposta, circostanza che la rende uno dei territori più esposti a questa tipologia di attacchi. Droni a basso costo ma ad alta precisione vengono impiegati di continuo per braccare passanti, veicoli privati, mezzi del trasporto pubblico e persino i soccorritori.

Secondo le autorità locali e fonti internazionali, questa campagna ha già provocato centinaia di vittime e migliaia di feriti tra i civili. L’ONU ha in precedenza qualificato tali azioni come potenziali crimini di guerra o crimini contro l’umanità, mentre la circolazione di video analoghi sui canali social continua a documentare la minaccia costante che incombe sulle attività quotidiane all’aperto nella regione.