il caso
Skiathos, vacanza da incubo per una turista italiana: travolta dal vento dei motori di un aereo
La cinquantaduenne ha riportato un grave trauma cranico ed è ricoverata in neurochirurgia a Larissa dopo un volo d'urgenza dall'isola
Una giornata estiva trascorsa ad assistere da vicino ai decolli all’aeroporto Alexandros Papadiamantis di Skiathos si è trasformata, in pochi istanti, in una grave emergenza medica per una cittadina italiana di 52 anni.
L’episodio, avvenuto intorno alle 13:15 del 10 agosto 2026, riporta drammaticamente l’attenzione sul tema della sicurezza nei pressi di una delle piste più celebri e insidiose d’Europa.
Yunanistan’daki Skiathos Havalimanı’nda turistler, kalkış için motorlarına güç veren TUI Boeing 737’nin oluşturduğu şiddetli jet akımına maruz kaldı.
— Haber Aero (@HaberAero) August 25, 2026
Pist başında, yalnızca alçak bir bariyerin arkasında bekleyen kalabalık, saniyeler içinde savruldu.
Pisti 1.628 metre… pic.twitter.com/DYTaKmVoLj
La donna si trovava nelle immediate vicinanze del perimetro della pista, in un’area nota nel mondo dei “plane spotter” per l’eccezionale prossimità tra la viabilità ordinaria e le manovre dei velivoli nello scalo gestito da Fraport Greece. Durante le fasi preparatorie a un decollo, è stata investita dal “jet blast”, la potentissima corrente d’aria calda ad altissima velocità generata dai motori in spinta, che l’ha scaraventata a terra con violenza.
Le autorità sanitarie greche hanno escluso collisioni dirette con l’aeromobile, ma hanno evidenziato la gravità dell’impatto al suolo dovuto al solo spostamento d’aria.
Raggiunta immediatamente dai soccorritori, la cinquantaduenne è stata trasportata al poliambulatorio locale per i primi accertamenti, compresa una TAC per valutare l’entità dei traumi. La complessità del quadro clinico e l’assenza di reparti specialistici sull’isola hanno reso necessario un trasferimento d’urgenza sulla terraferma: poco dopo le 18:00 dello stesso giorno, la paziente è stata evacuata con un volo sanitario all’ospedale di Volos e, successivamente, indirizzata al Policlinico universitario di Larissa, dotato di neurochirurgia e attrezzato per la gestione di traumi maggiori.
Secondo quanto riferito dai media greci, che citano il presidente della POEDIN (la federazione dei dipendenti ospedalieri), gli esami avrebbero evidenziato un’emorragia subaracnoidea e due fratture craniche. L’11 agosto 2026 la donna risultava cosciente e in condizioni definite stabili, seppur gravi e monitorate costantemente dall’équipe medica.
L’aeroporto di Skiathos è celebre per la pista cortissima che termina quasi a ridosso del mare e per la strada che costeggia il sedime, aperta al traffico pedonale e veicolare. Nei mesi estivi, centinaia di visitatori si accalcano dietro la recinzione per vivere l’ebbrezza di decoli e atterraggi a pochi metri di distanza.
La spettacolarità delle immagini, spesso virali sui social, rischia però di indurre una pericolosa “normalizzazione del rischio”. Come ricordano i bollettini della Hellenic Civil Aviation Authority (HCAA), la sicurezza aerea richiede rigore e la prevenzione sistematica di situazioni pericolose nelle aree limitrofe ai terminal. Nonostante gli avvisi e le segnalazioni presenti, la percezione del pericolo da parte dei singoli rimane spesso inadeguata: il getto dei motori non è una semplice “folata”, ma una spinta fisica devastante, capace di proiettare detriti, polvere e persone a decine di metri.
Le autorità greche hanno avviato un’inchiesta per chiarire con precisione la dinamica, verificando la posizione della turista al momento dell’incidente e valutando l’efficacia delle barriere e della segnaletica presenti. La vicenda rilancia interrogativi cruciali sulla necessità di rafforzare le misure di contenimento attorno a un’infrastruttura tanto affascinante quanto intrinsecamente pericolosa.