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il caso

L'Anak Krakatoa erutta, il video del peschereccio che naviga in mezzo ad una pioggia di cenere e lapilli

Fontane di lava e boati spaventosi avvertiti fino a Giava mentre la cenere ricopre le auto a Lampung

05 Settembre 2026, 22:40

L'Anak Krakatoa erutta, il video del peschereccio che naviga in mezzo ad una pioggia di cenere e lapilli

Un filmato di 41 secondi, ripreso in mare aperto a distanza ravvicinata dall’Anak Krakatau, sta facendo il giro del mondo. Le immagini restituiscono la concitazione a bordo di un peschereccio indonesiano sorpreso da una fitta pioggia di cenere e lapilli incandescenti che martellano senza sosta il ponte in legno e la superficie del mare.

Il terrore a bordo e le urla di “hujan batu”. Sui social il video documenta con crudezza una scena di estremo pericolo.

La visibilità è quasi azzerata da una coltre spessa, sotto un cielo spettrale, tra il marrone e l’arancione spento. All’orizzonte appare appena la sagoma scura dell’isola vulcanica.

Il mare non è agitato da normali increspature: ribolle per gli innumerevoli schizzi bianchi generati dall’impatto dei frammenti roventi che cadono dall’alto.

Sul ponte, riparato solo da una tettoia di fortuna, si distinguono pietruzze nere ovunque, bottiglie d’acqua e le figure dei pescatori. Si sentono invocazioni ad Allah e le grida disperate.

Negli ultimi istanti, l’inquadratura si sposta sulla colonna eruttiva innalzata dalla vigorosa attività esplosiva del cratere.

L’episodio rientra tra gli eventi più intensi del 2026 per l’Anak Krakatau. L’attività è iniziata la sera del 4 settembre con imponenti fontane di lava visibili a grande distanza, protrattesi per ore e accompagnate da forti boati e vibrazioni avvertiti fino a Banten, Lampung e in alcune aree occidentali di Giava.

Secondo il Volcanic Ash Advisory Center (VAAC) di Darwin, la nube di cenere e gas ha raggiunto un’altezza stimata di circa 15 chilometri. Il livello di allerta del vulcano resta fissato al Livello III (Siaga), con un’area di esclusione e divieto di navigazione entro un raggio di 3 chilometri dal cratere attivo.

Sebbene il video denunci un’imprudenza grave da parte dei pescatori, spintisi ben oltre la linea di sicurezza, le squadre di ricerca e soccorso (SAR) hanno confermato che l’intero equipaggio è riuscito a mettersi in salvo senza riportare ferite

Gli esperti ricordano che l’edificio vulcanico, ricostruito progressivamente dopo il crollo del 2018, ha dimensioni ancora contenute: al momento, dunque, non si ritiene probabile un nuovo collasso improvviso in grado di generare uno tsunami distruttivo, come quello che nel dicembre di otto anni fa causò oltre 400 vittime lungo le coste dello Stretto della Sonda.

Resta però elevato il rischio immediato legato alla ricaduta di materiali incandescenti, alle colate laviche e alle dense nubi di cenere. Le precipitazioni vulcaniche non si sono limitate all’area marina: nella stessa giornata si sono registrate abbondanti ricadute a Pringsewu e in varie località della provincia di Lampung, dove le automobili sono state coperte da uno spesso strato di polvere grigia e la popolazione è stata invitata a indossare mascherine protettive.

L’Anak Krakatau, il “figlio” nato dalle acque dopo l’eruzione storica del 1883, continua a mostrare la sua natura indomita e a ricordare a chi naviga nello Stretto della Sonda che quella “montagna di fuoco” merita rispetto e, soprattutto, un’adeguata distanza di sicurezza.