criminalità
Preso il latitante che si nascondeva nel doppio fondo di un armadio (che dopo la cattura stringe le mani ai carabinieri)
Il blitz dei carabinieri di Napoli nel rione Forcella. Del Prete del clan dei Mazzarella era ricercato dal marzo scorso
Una latitante durata oltre sei mesi si è conclusa all'alba nel cuore del quartiere Forcella. I Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Napoli Stella hanno tratto in arresto Giuseppe Del Prete, ritenuto dagli inquirenti uno degli elementi di vertice e referente diretto del clan Mazzarella.
#Napoli: #Carabinieri catturano latitante ricercato dallo scorso 3 marzo, per associazione mafiosa, traffico illecito di stupefacenti ed estorsione. L’uomo si nascondeva in un vano ricavato all’interno di un armadio con sistema a doppio fondo ➡️https://t.co/k25B4oSlDu pic.twitter.com/IjepqM0rjj
— Arma dei Carabinieri (@_Carabinieri_) September 30, 2026
L'uomo era introvabile dallo scorso 3 marzo, quando era riuscito a sottrarsi all'esecuzione di un'ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal GIP del Tribunale di Napoli per associazione a delinquere di stampo mafioso, associazione finalizzata al traffico illecito di sostanze stupefacenti e reati connessi.
Nonostante la caccia all'uomo fosse aperta da mesi, Del Prete non aveva mai lasciato il suo territorio. Quando i militari hanno fatto irruzione nella sua abitazione, lo hanno scoperto nascosto all'interno di un vano cieco ricavato con un ingegnoso sistema a doppio fondo nell'armadio di casa. Secondo quanto precisato dal procuratore aggiunto Sergio Amato, Del Prete ricopriva una posizione organizzativa primaria nell'ambito del cartello criminale Giuliano-Ferraiuolo-Mazzarella.
Le indagini, delegate alla Squadra Mobile di Napoli, hanno documentato l'articolata presenza della cosca dal 2020 ad oggi nei quartieri di Forcella, della Maddalena, dei Tribunali, del Mercato, di San Gaetano e delle Case Nuove.
Il ruolo dell'indagato non si limitava alla sola presenza sul territorio: Del Prete affiancava i vertici del clan nella gestione del traffico di droga e delle estorsioni, prendendo parte alle riunioni strategiche nelle quali si decideva l'indirizzo delle attività illecite e la distribuzione delle quote dei guadagni.
A incastrare il latitante è stata una capillare attività di intercettazione condotta dalla Squadra Mobile a partire dal maggio 2021, unita ai riscontri forniti dal collaboratore di giustizia Salvatore Giuliano, noto negli ambienti criminali come 'o Russ. Le sue dichiarazioni hanno consentito agli investigatori di ricostruire nel dettaglio le dinamiche interne e la mappa del potere mafioso nell'area centrale della città.