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Auchan S.G. La Rena, azienda disposta a salvare 50% dei 108 posti di lavoro

La Uiltucs Sicilia ufficializza le comunicazioni del gruppo che propone anche altre misure. Più caute le reazioni di Cisl e Fisascat

Auchan S.G. La Rena, azienda disposta a salvare 50% dei 108 posti di lavoro

CATANIA - Disponibilità a salvaguardare più del 50% dei 108 dipendenti dentro il gruppo Auchan Retail Italia (Sma e Auchan), maggiore disponibilità sull'incentivo all’esodo e sulla possibilità di garantire un rimborso spese una tantum per i lavoratori che esprimeranno volontariamente la propria disponibilità al trasferimento da Catania, erogando un importo che tenga conto in maniera proporzionale della distanza dalla città. Sono le proposte di Auchan per l’ipermercato La Rena ai sindacati, resi noti da Uiltucs Sicilia.


«Nei prossimi giorni - spiegano i sindacalisti - l’azienda partirà con i colloqui con tutti i lavoratori per verificare la disponibilità dei volontari sia per l’esodo incentivato sia per i trasferimenti. Per la risoluzione del problema e la salvaguardia dei livelli occupazionali manca ancora un pezzo. Ci aspettiamo che anche il sindaco Enzo Bianco si attivi assieme alle aziende riconducibili alla medesima proprietà, che sono già state contattate, al fine di sensibilizzarle e potere avere il loro contributo in questa triste vertenza. Ci auguriamo che ognuno faccia la sua parte anche per dare un aiuto al territorio ma ovviamente non possiamo attribuire ad altri le responsabilità che rimangono in capo ad Auchan. Il prossimo incontro - conclude la Uiltucs - è già fissato per il 30 aprile. Auspichiamo che questi 10 giorni possano portare i loro frutti».

E dopo l'incontro con la dirigenza dell'azienda la Cisl e la Fisascat lanciano «Un appello al sindaco Bianco e a tutta la politica affinché con responsabilità e senza strumentalismi elettorali intervengano autorevolmente per dare risposte occupazionali ai lavoratori di Auchan-LaRena».«Accogliamo con cautela le aperture dell’azienda - affermano i sindacalisti - per noi però un trasferimento a Carini è come una proposta di trasferimento al Nord: un’eventualità che respingiamo. E perplessità nutriamo anche per gli incentivi, per le difficili condizioni del mercato del lavoro siciliano che non offre possibilità alternative di occupazione. Per cui, l’unica strada percorribile resta la ricollocazione di tutti i lavoratori in aziende del gruppo o del bricolage, Leroy Merlin o Bricoman, un settore oggi in espansione che prevede nuovi insediamenti. Siamo fermamente convinti - aggiungono Cisl e Fisascat - che il lavoro non si crei per legge, ma siamo anche oltremodo convinti che le istituzioni e la politica possono dare risposte concrete all’occupazione della nostra provincia, purché lavorino concretamente e senza strumentalismi a soluzioni condivise. Ecco perché ribadiamo la necessità di un autorevole intervento anche del sindaco Bianco, in qualità di sindaco metropolitano».

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